“Restate in Europa”: star e intellettuali europei si mobilitano per la Gran Bretagna

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Italian actress Isabella Rossellini poses for photographs during the press conference of 'The Ingrid Bergman Tribute', in Rome, Italy, 10 October 2015. Isabella Rossellini performs a theatrical tribute to one of the most celebrated actresses of the 20th century. Marking the centennial of Ingrid Bergman's birth on August 29, 1915, Rossellini is joined in performance by actor Cristian De Sica to uncover the woman and artist behind the screen legend. The staging incorporates Rossellini's own memories of her mother, plus interviews, unpublished letters, personal videos, and previously unreleased video clips and images from Bergmans private archives. ANSA/ CLAUDIO ONORATI

Una lettera pubblicata dal Times contiene 140 firme, tra cui quelle degli italiani Andrea Camilleri e Isabella Rossellini

Una lettera firmata da oltre 140 esponenti del mondo della cultura, della scienza e dello sport è stata pubblicata oggi sul Times per chiedere agli elettori britannici di votare No all’uscita del loro Paese dall’Unione europea.

“La decisione è vostra, e noi l’accetteremo – si legge nel testo -. Tuttavia, se aiuterà a convincere gli indecisi, vorremmo esprimere quanto teniamo ad avere il Regno Unito nell’Unione europea. Non sono solo i trattati a unirci al vostro Paese, ma un legame di ammirazione e affetto. Tutti noi speriamo che voterete per rinnovarlo”.

Tra i firmatari ci sono gli italiani Isabella Rossellini e Andrea Camilleri, ma anche calciatori come il tedesco Mertesacker e il francese Leboeuf, l’ex degli Abba Björn Kristian Ulvaeus, il compositore Charles Dumont, i matematici Cédric Villani e Wendelin Werner, la psicologa Uta Frith.

A promuovere l’iniziativa sono stati Philippe Auclair, Apostolos Doxiadis e Robert Rotifer, che si autodefiniscono “tre cittadini europei, un austriaco, un francese e un greco, che una sera si sono riuniti e hanno scritto una breve lettera ai cittadini britannici”. E aggiungono: “Crediamo che l’assoluta varietà e il numero dei firmatari dimostra quello che volevamo far emergere nella nostra lettera: quanto ampio e profondo sia l’affetto per la Gran Bretagna nel continente che condividiamo”.

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