Resistenza, il governo dà il via libera alla valorizzazione di Campo Fossoli

Cultura
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Stanziati 100mila euro per la valorizzazione dell’area che fu campo di prigionia e concentramento

Il governo ha dato il via libera ad un’importante opera di recupero e valorizzazione del Campo di Fossoli, il luogo che nel 1942 fu allestito per diventare un campo di prigionia e concentramento, e che ora è diventato simbolo tragico della seconda guerra mondiale.  Il campo, che attualmente è accessibile solo per una parte, sarà aperto al pubblico e visitabile, attraverso un percorso attrezzato lungo tutto il suo perimetro con totem informativi e dispositivi multimediali. Ai 100 mila euro destinati al recupero dell’area, il governo ha aggiunto altri 30 mila euro per la digitalizzazione di manifesti conservati nell’Archivio Udi (Unione Donne Italiane), l’associazione che prese origine dai gruppi di difesa della donna collegati al Comitato di Liberazione Nazionale.

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Nella foto il campo Fossoli, situato nell’omonima località in Emilia Romagna, com’è oggi.

Le due iniziative, che hanno ricevuto il via libera dal sottosegretario Luca Lotti, si inseriscono nella serie di attività avviate per ricordare il 70esimo anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione dal regime nazifascista. Il cammino, partito il 25 Aprile scorso, ha l’obiettivo di sensibilizzare e diffondere il più possibile i valori e la conoscenza sugli accadimenti e sui protagonisti della lotta partigiana. I documenti recuperati, proprio per la loro autenticità, per i messaggi e gli slogan che riportano, ma anche per la grafica e i simboli che ritraggono, rappresentano una fonte pluri-semantica dal valore storico notevole. Il progetto, attraverso la digitalizzazione, permetterà di renderli fruibili e accessibili, soprattutto alle nuove generazioni. 

 

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