Dal Nevada Renzi punta alle rinnovabili (con un occhio al referendum sulle trivelle)

Governo

Il premier è arrivato in Nevada per il tour che si concluderà venerdì a Washington, con l’incontro per la sicurezza nucleare. “Investiamo in ricerca energetica – scrive su Fb – ma un mondo che va avanti solo con le rinnovabili per ora è un sogno”

Una visita di quattro giorni negli Stati Uniti d’America, tra Stillwater, Chicago, Boston e infine Washington. Matteo Renzi è arrivato in Nevada per un nuovo tour in una serie di eccellenze italiane esportate oltreoceano, che si concluderà con un appuntamento istituzionale (il Nuclear security summit convocato da Barack Obama) in programma per venerdì primo aprile.

Il premier visiterà oggi l’impianto Enel Green Power di Stillwater, “la centrale di energie rinnovabili più innovativa del mondo”, come ha sottolineato in un post su Facebook. “Con il ceo Francesco Starace – prosegue – raccogliamo i frutti di un lavoro lungo anni che ha visto l’azienda italiana diventare una delle principali compagnie del mondo per il geotermico, per il solare fotovoltaico, per il solare termico – tutte realtà presenti in Nevada con una combinazione tecnologica unica – e comunque molto forte anche su eolico e idroelettrico”.

Renzi non fa mai riferimento al referendum del 17 aprile sulle trivelle e alla propaganda di chi vorrebbe il Pd e il governo schiacciato contro il quesito per difendere gli interessi delle grandi compagnie petrolifere. Ma i “quattro pensierini volanti” del suo post sono tutti orientati a smentire questa visione. Il primo: “Il futuro dell’energia è innanzitutto la tecnologia: investire sulla ricerca, non aver paura del futuro e della scienza”. Il secondo è quello che più entra nel merito della questione e mira a smentire la propaganda di alcuni sostenitori del Sì: “Le rinnovabili vedono l’Italia tra i leader mondiali e ne siamo orgogliosi. Ma dobbiamo avere consapevolezza che un mondo che va avanti solo a rinnovabili per il momento è solo un sogno. Dobbiamo ridurre la dipendenza dai fossili e le emissioni, come abbiamo fatto negli ultimi 25 anni (in Italia -23% di emissioni CO2). Ma il petrolio e gas naturale serviranno ancora a lungo: non sprecare ciò che abbiamo è il primo comandamento per tutti noi”.

Il terzo pensierino parte da Enel, ma più che sull’energia si sofferma su un altro campo d’azione che vedrà l’azienda concorrere allo sviluppo del Paese, ossia ” i progetti innovativi della Banda Larga che presenteremo il prossimo 7 aprile”. Infine, l’orgoglio nazionale: “L’Italia e gli italiani sono capaci di cose meravigliose di cui non parliamo mai o quasi. Il Nevada non è propriamente dietro l’angolo. Ma stiamo andando lì perché vogliamo plasticamente mostrare quanto i nostri ingegneri, i nostri operai, i nostri tecnici, i nostri lavoratori, i nostri geologi siano stimati in tutto il mondo”.

Il tour delle eccellenze italiane negli Usa proseguirà domani a Chicago, dove Renzi sarà ospite della scuola italiana e del Fermi Lab, per poi inaugurare all’Università di Chicago Booth School of Business il forum “Italy and U.S. discussion on the 21st Century Manufacturing Revolution”. Giovedì a Boston visiterà prima il centro Ibm, per poi intervenire all’università di Harvard.

Venerdì, infine, il vertice sulla sicurezza nucleare, al quale parteciperanno tutte le principali potenze mondiali. Sarà l’occasione per fare il punto sulla reazione agli attacchi dell’Isis, tema sul quale Obama ha chiesto che si tenesse una sessione specifica. In quella sede, probabilmente, si tornerà a parlare di Iraq, Siria e – con l’Italia a fare da protagonista – Libia. Non sono ancora fissati incontri bilaterali, ma non sono esclusi scambi di vedute tra Renzi e lo stesso Obama, ma anche con altri premier presenti in quella sede.

 

(Nel video l’intervento di Matteo Renzi presso  l’impianto ENEL GP di Stillwater, in Nevada)

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