«Renzi vai avanti». L’appello dei 209 al premier

Dal giornale
Il premier Matteo Renzi in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, Roma, 31 luglio 2015. ANSA/FABIO CAMPANA

Una pagina sul Corriere firmata per lo più da imprenditori del Nord di sostegno al governo ma anche di invito ai cittadini ad una nuova etica

«Abbiamo voluto lanciare questo appello, per la seconda volta nel giro di pochi mesi, perchè ritieniamo importante ribadire il nostro appoggio a quello che il governo sta facendo». Spiega così, Giulio Zambeletti, imprenditore milanese, nonché coordinatore di questa iniziativa, il paginone pubblicato ieri sul Corriere della Sera da 209 cittadini sotto il titolo «Noi continuiamo a sostenere Renzi». Non è il Pd, non è un’associazione, non è un movimento, «siamo un gruppo di imprenditori, cittadini, piuttosto eterogeni pert formazione professionale e culturale, che dopo anni di governi di annunci e pochi fatti, vedono che le cose si muovono e vogliano che continuino a muoversi», racconta l’imprenditore.

Un testo messo giù a più mani, tutto via email, nessuna riunione, 140 euro a testa per sostenere i costi della pubblicazione, «e sono pure avanzati per la prossima», per dire che «in soli 18 mesi finalmente questo governo ha realizzato ciò che nessuno era riuscito a fare prima e senza i soliti compromessi al ribasso». Un lungo elenco di cose fatte, dal bonus Irpef di 80 euro, a quello bebé, dallo sblocca Italia, alla legge sull’autoriciclaggio, dalla Riforma della Pa a quella delle Province, per ribadire che a loro questa direzione di marcia piace, anche se le cose da fare restano ancora molte. Quattro i temi in risalto: il coraggio («di un uomo politico italiano e la sua volontà di cambiare davvero le cose in questo Paese, nonostante quotidiani tentativi di fermarlo e condizionarlo in ogni maniera»); la scuola («la Buona scuola utilizza la meritocrazia per valorizzare gli insegnanti migliori e rende ogni preside responsabile della scuola che deve dirigere»); il Senato e l’impegno per affrontare l’emergenza immigrazione («Vergognose e ipocrite le proposte demagogiche dei partiti di opposizione che non hanno nessuna concretezza e mirano soltanto ad attivare facili consensi». Scrivono da «semplici cittadini interessati alle sorti del Paese, non mossi da interessi precostituiti da difendere, né sostenitori di alcuna posizione politica», ma fan di questo governo si può dire, senza timore di smentita. Per questo si rivolgono al premier e ai parlamentari «che dicono di sostenerlo» affinché vadano avanti. Paura di una spallata? Preoccupati dai continui venti di guerra che si alzano proprio dentro il partito di maggioranza? «Anche di questo siamo preoccupati – dice Zambeletti – perché come è ovvio ognuno può manifestare il proprio dissenso, ma a noi sembra che ai cittadini interessi molto poco l’acceso dibattito sulla riforma del Senato, che riteniamo comunque molto importante, perché sanno che l’Italia ha anche bisogno di altro». Da qui l’invito pubblicato a «opporsi ai professionisti del no che rallentano il rinnovamento della società», perché «sarebbe un danno enorme se questo Governo non proseguisse la sua azione, proprio ora che a fatica stiamo recuperando la dignità e il peso che ci compete in Europa, e proprio ora che il nostro Paese sembra avere una marcia in più». Tra le cose da fare si elencano, tra l’altro, il taglio delle tasse grazie alla spesa improduttiva, le semplificazioni fiscali, la riorganizzazione dei servizi locali. «Più in generale – continuano – ci aspettiamo interventi decisi che impongano la moralizzazione della classe politica, a livello sia nazionale sia locale, proseguano nell’azione di contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata, mettano al bando i favoritismi e pongano al centro una autentica cultura della responsabilità».

Suggeriscono anche al governo di mettere in campo una strategia comunicativa che punti a mentenere il filo diretto con il Paese. Loro, con Palazzo Chigi, questo filo lo hanno tessuto e non intendono spezzarlo, promettono, considerato che è il secondo appello di sostegno a Matteo Renzi. Il primo, lanciato lo scorso ottobre, raccolse 108 adesioni, oggi il doppio. Molti di quei primi firmatari si sono anche incontrati e conosciuti, altri non hanno disertato il secondo appello, ma di fatto si è attivata una connessione, «A luglio – racconta Zambeletti – siamo tornati alla carica, ci siamo detti che era arrivato il momento di fare il punto della situazione, sulle cose fatte e su quelle ancora da fare. Ma tutti siamo d’accordo sul fatto che questo governo deve andare avanti». Ai cittadini chiedono di aderire sì con lettere e mail, ma anche con un comportamento di trasparenza e moralità, quello stesso richiesto alla politica. Auro Palomba, fondatore di Community, è tra coloro che ha firmato l’appello perché, dice «c’è l’idea, in un momento in cui c’è molta voglia di distruggere, di supportare chi sta provando a fare qualcosa». Dell’iniziativa dicono che a Palazzo Chigi non ne sapessero nulla, ma che è stata una bella sorpresa aprire i giornali e leggere quell’appello. Loro, i firmatari, ribadiscono che non sono un partito né agiscono per partito preso, si tratta «di persone convinte che ci sia bisogno di fare. Spesso in Italia si pensa a distruggere». I famosi gufi.

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