Renzi: “Sulle banche noi interveniamo, chi c’era prima rinviava”

Governo
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante l'apertura della campagna elettorale del Pd al Teatro Stabile di Mantova, 19 aprile 2015.
ANSA/FILIPPO VENEZIA

Il premier sulla polemiche sul salvataggio di 4 banche

In una intervista che compare oggi sul Corriere della Sera, Matteo Renzi risponde sulla polemica che si è aperta per il salvataggio di quattro banche. E spiega: “Se il governo non fosse intervenuto queste banche avrebbero chiuso, i dipendenti sarebbero andati a casa e i correntisti non si sarebbero salvati. Rivendico con orgoglio l’azione del governo per salvare le banche, i lavoratori e i correntisti senza usare denaro pubblico”.

Il premier è consapevole che “la vicenda subordinati non è facile, ma cercheremo di aiutare queste persone. Che però non sono truffate: hanno siglato contratti regolari, sia chiaro”.

“Quello che è successo a certe banche – prosegue Renzi – è il frutto di venti anni di scelte discutibili. In passato i governi hanno deciso di non intervenire per il consolidamento del sistema bancario: credo sia stato un errore. La Merkel ha messo 247 miliardi per salvare il sistema del credito tedesco (che ancora oggi è peggio del nostro), ma chi ci ha preceduto a Palazzo Chigi ha pensato di rinviare i problemi. Adesso i nodi sono al pettine. Noi non ci tiriamo indietro di fronte alle responsabilità. Abbiamo sistemato le popolari, tra mille polemiche. E dopo Natale vogliamo consolidare le banche del credito cooperativo, facendone uno dei gruppi bancari più solidi sul modello del Crédit Agricole».

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