Renzi sprona l’Europa: “Siamo ad un bivio, questa volta si rischia sul serio”

Europa
Foto IPP/Maurilio Boldrini
verona 27-09-2016
piano nazionale Industria 4.0
nella foto matteo renzi presidente del consilgio
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“Non c’è alcuna discussione possibile sugli impegni presi per le popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto e verso l’edilizia scolastica”

L’Italia “può permettersi di soggiacere a regole burocratiche per non guardare alle esigenze dei propri cittadini? E’ inaccettabile anche che qualcuno lo pensi”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, a proposito della volontà del governo di svincolare le risorse per la ricostruzione post-terremoto dal Patto di Stabilità.

Per Renzi, intervenuto alla Camera in vista del Consiglio europeo della prossima settimana, è un “dibattito surreale” quello sul rispetto dei tetti europei per l’emergenza terremoto. “Ci dicono: ‘Ma come, chiedete di scomputare dal patto le spese per il terremoto?’. La risposta è minima. Un Paese che in poco tempo ha vissuto tre terremoti come quelli dell’Aquila, dell’Emilia e del Centro Italia non può permettersi di soggiacere a regole burocratiche teoriche e non guardare alle esigenze dei propri cittadini”.

Da qui l’esigenza di farsi sentire in Europa e di spronarla a diventare un posto migliore dove tutti possano sentirsi rappresentati: “L’Europa è a un bivio. Stavolta rischia sul serio. Rischia sul serio di non apparire più come il luogo della speranza per le prossime generazioni”.

Renzi propone quindi ai gruppi parlamentari di lavorare senza steccati politici alle tesi che l’Italia presenterà al vertice europeo di marzo 2017, quando Roma ospiterà le celebrazioni per i 60 anni dei trattati istitutivi: “La mia proposta è che i gruppi parlamentari nelle forme e nelle autonomie che riterranno di voler utilizzare aiutino, senza distinzione, lavorando insieme e sulla base di alcune proposte precise puntuali ma anche sulla base di un ideale condiviso”.

Renzi ricorda che “quando il capogruppo del Ppe Manfred Weber lancia il programma per l’interail gratuito ai 18enni, lancia una proposta che tocca un tasto vero: c’è bisogno di investire non solo in regole ma nella percezione culturale di un’Europa che sia il luogo della speranza per le prossime generazioni. Aiutare i ragazzi a conoscersi gli uni con gli altri rafforza l’identità europea. Sarebbe bello se anche il Parlamento italiano accompagnasse il percorso di Roma 2017. Se non comprendiamo che in questo tornante della storia c’è la necessità di avere uno sguardo che tenga insieme la concretezza con l’orizzonte ideale non saremo considerati presenti al rilancio dell’Unione europea, oggi profondamente minata da discussioni di piccolo cabotaggio. Solo tornando a volare in alto si potrà tornare ad apprezzare la bellezza dell’Europa”

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