Renzi: “Sì al confronto con i sindacati, no al diritto di veto”

Dal giornale
renzi-30-06-15

Matteo Renzi risponde alle domande dei lettori dell’Unità

Caro Segretario, nelle settimane scorse i consiglieri regionali dell’Emilia Romagna sono andati nei circoli  e feste dell’Unità a spiegare l’iniziativa politica ed il programma del PD messo a punto nei primi 100 giorni della nuovo giunta. Uno dei punti che mi ha  “incuriosito”  tra le diverse slides presentate è il seguente: “Verso il patto del lavoro, un nuovo modello emiliano-romagnolo. Organizzazioni sindacali, di impresa, istituzioni, università, mondo bancario ed associazionismo insieme per condividere  obbiettivi, strategie e linee di azione per ripensare la società e il mondo del lavoro dopo la crisi.” Se queste affermazioni sono tanto vere, vero da essere state prese quale motivo qualificante del programma politico del gruppo PD Consiglio Regionale, mi viene spontanea una domanda: come si combina questo programma con la metodologia ed i comportamenti assunti fino ad ora dal nostro governo e dal nostro segretario del partito, che ha escluso di trovare soluzioni concordate e discusse preventivamente in materia di politiche del lavoro? Io non faccio la domanda provocatoria: che fai, li cacci questi? Mi interessa al contrario conoscere se questa decisione netta e coraggiosa degli emiliani-romagnoli  possa essere una indicazione per il futuro e cioè per essere precisi, se questa può diventare la linea politica del PD nazionale o se rimane un semplice ‘lasciamoli fare, tanto è una questione locale che non inficia la linea politica nazionale”. Gradirei una risposta seria e chiara, perché credo che non possa essere liquidata con una semplice battuta o un tweet.

P.S. Poiché ho imparato da giornali diversi da l’Unità che le risposte alle lettere a Renzi sarebbero scritte almeno in parte da suoi collaboratori, credo che sia il caso, che, poiché ogni democratico italiano chiede onestà e verità anche al suo giornale,  sia il caso che chi risponde anche per conto, ci metta la faccia, anzi la firma.
(Dante Fantini, Circolo Pd Vallesavio-Cesena)
Caro Dante, l’iniziativa di Stefano Bonaccini e del Pd dell’Emilia Romagna è un’ottima iniziativa e lo stesso Presidente me ne aveva parlato a lungo. Noi non abbiamo escluso di trovare soluzioni concordate con il sindacato: è solo che non ci siamo riusciti. Il tempo dirà se sul Jobs act avevamo ragione noi o i sindacati: per adesso registro un aumento di nuovi posti di lavoro e di stabilizzazioni. E ne sono felice, ovviamente. Quando è possibile noi siamo in prima linea a fianco dei sindacati, come ieri con la risoluzione della vicenda Whirpool. Ma se su alcune cose non siamo d’accordo, non lasciamo a loro il diritto di veto. Se siamo convinti, andiamo avanti. Troppo spesso il nostro Paese si è bloccato per colpa dei veti. Pensa solo se avessimo fatto la riforma del lavoro quando l’hanno fatta i socialdemocratici in Germania  con Schroeder o i laburisti in Gran Bretagna con Blair. Saremmo un Paese molto più competitivo adesso. Invece non è stato possibile e abbiamo dovuto aspettare il nostro Governo nel 2015. Ma proprio per questo non abbiamo permesso ai sindacati di bloccare il progetto: era legittimo non pensarla allo stesso modo, ma era un dovere per noi decidere e andare avanti. Grazie per la tua franchezza, Dante. E salutami Cesena (ho un quarto di sangue cesenate anch’io).

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