Renzi: “Se l’Europa non ci aiuta faremo da soli”

Immigrazione

Renzi durante il punto stampa per il vertice Onu di New York: “Juncker dice tante cose belle ma non vediamo i fatti. E’ un problema dell’Europa. L’Italia farà da sola, è in grado”

Sull’immigrazione “noi abbiamo per mesi aspettato l’Europa. Io credo che qualcuno in Ue debba riflettere sullo stato dell’arte. A Bratislava abbiano detto la verità“. Matteo Renzi, a New York per l’Assemblea Onu, torna a marcare la distanza dagli altri partner europei sull’emergenza che sta interessando l’intero continente. “Non si risolve il problema dei populismi vivendo alla giornata. – spiega ai giornalisti durante il punto stampa – Ci vuole un disegno organico. Questo disegno per noi é il piano per l’Africa“.

Lo strascico polemico originato dal vertice europeo della scorsa settimana, non abbandona le parole del premier italiano per tutta la durata dell’incontro con la stampa. “Se l’Europa continua così – avverte Renzi – noi dovremo organizzarci in modo autonomo sull’immigrazione: questo è l’unico elemento di novità di Bratislava dove si sono fatte tante parole ma non siamo stati in grado di dire parole chiare sul tema africano. Ecco perché, con un eufemismo, non l’abbiamo presa benissimo. Juncker dice tante cose belle ma non vediamo i fatti. E’ un problema dell’Europa. L’Italia farà da sola, è in grado. Ma questo è un problema per l’Ue”.

Sul fronte interno il presidente del Consiglio preferisce non parlare espressamente di una “cabina di regia” a Palazzo Chigi, ma apre alla possibilità di avviare un metodo di lavoro che assicuri un coordinamento più efficace per fronteggiare le ondate di migranti sul suolo italiano. “Noi pensiamo che ci si possa coordinare meglio con i sindaci, le regioni e al nostro interno. Fino a questo momento abbiamo fatto un lavoro straordinario, se servirà una fase due – se l’Ue non ci ascolta e non ci aiuta – allora ci muoveremo da soli“.

All’inizio del suo incontro con la stampa Renzi ha commentato in breve anche gli ultimi avvenimenti che hanno interessato New York precisando che i due temi, cioè terrorismo e immigrazione, non vanno in nessun caso “sovrapposti”. “E’ ancora presto per fare analisi su quello che accade – precisa – ma da parte di tutti c’è la massima attenzione e il tentativo di tutti di fare ogni sforzo per la prevenzione e per qualsiasi cosa possa sradicare la cultura di morte”.

 

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