Renzi rivendica l’azione del governo: “Più soldi per la scuola. E la riforma non si ferma”

Scuola
Il premier Matteo Renzi visita la scuola bilingue italiana di Sydney , 17 novembre 2014.
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Il presidente del Consiglio augura “un anno di curiosità, fascino, sfide e miglioramenti” agli studenti che tornano tra i banchi: “Siete la più grande risorsa dell’Italia”

“La risorsa più grande dell’Italia, ragazzi, siete voi”. Arriva su Facebook il saluto di Matteo Renzi agli studenti che oggi, per la maggior parte, ritornano tra i banchi. A loro il presidente del Consiglio rivolge l’augurio di “un anno di curiosità e fascino”, ma anche “di sfide e di miglioramenti” e, soprattutto, “di qualità”.

Per il premier, però, questa è anche l’occasione per rivendicare quanto fatto dal governo per la scuola, soprattutto a seguito delle contestazioni che hanno accompagnato (e che “continueranno ancora”, si dice certo Renzi) l’approvazione della riforma. Ecco allora i punti su cui si sofferma il capo del governo.

Innanzitutto, la sicurezza, per la quale – ricorda – “abbiamo ereditato una situazione molto negativa”. Ma tra il miliardo ottenuto dalla Banca europea degli investimenti, la destinazione di parte dei fondi di programmazione nazionale e i 3,7 miliardi stanziati, sono stati programmati seimila interventi nel prossimo triennio, dei quali seicento già realizzati. “Migliaia di ragazzi entreranno in scuole più sicure”, spiega Renzi.

È stato raddoppiato il fondo di finanziamento delle scuole, passato da 110 a 223 milioni e, inoltre, è stato già reso operativo, mentre in passato questo avveniva solo a novembre. “Oggi se una famiglia vuole dare il contributo volontario, faccia pure – scrive il premier – ma i soldi per il funzionamento della scuola li abbiamo messi e raddoppiati. Perché noi alle scuole teniamo davvero”.

Infine, il punto più delicato, quello che riguarda gli insegnanti. Renzi ringrazia “la straordinaria dedizione e professionalità della stragrande maggioranza dei professori” e ricorda che il 97% di loro “ha accettato il ruolo che gli è stato proposto”, al di là delle polemiche sui docenti ‘deportati’, sollevata nelle settimane scorse. “Migliaia di precari hanno adesso un lavoro stabile – ricorda Renzi – alla fine della fase di assunzioni ogni scuola avrà in media sette insegnanti in più”. Inoltre, a tutti i docenti è stato assegnato il bonus di 500 euro per la formazione professionale permanente.

Il presidente del consiglio ribadisce adesso l’impegno del governo per i decreti attuativi della riforma della Buona Scuola e si rivolge direttamente agli insegnanti: “Se vogliamo abbandonare lo scontro ideologico e confrontarci sul bene comune, su ciò che serve alla suola, siamo felici di farlo – scrive – Siamo pronti ad ascoltare, migliorare, confrontarci, cambiare. L’unica cosa che non possiamo fare è fermarci allo status quo”.

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