Renzi riunisce i vertici dell’intelligence. A Nizza sarebbero almeno 5 gli italiani dispersi

Terrorismo
bandiere chigi

Rafforzati i dispositivi di controllo e sicurezza anche in Italia

L’attentato di questa notte a Nizza mette di nuovo in allarme tutti Paesi europei. Anche l’Italia reagisce e questa mattina a Palazzo Chigi c’è stato un vertice presieduto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, con l’autorità delegata ai servizi, il sottosegretario Minniti e con i massimi esponenti delle forze di sicurezza e di intelligence per rafforzare le misure, già intense nel nostro paese.

Mentre al ministero dell’Interno, Angelino Alfano ha presieduto una riunione del comitato di analisi strategica anti terrorismo (Casa). “Nel corso della riunione – ha detto il ministro al termine della riunione – abbiamo fatto il punto sulle misure di sicurezza del paese: il nostro livello di allerta è massimo, allo stato siamo al livello precedente a quello dell’allerta terroristica in corso e quindi non si può innalzare”.

Già ieri sera, subito dopo avere appreso la notizia dell’attentato di Nizza, il Viminale aveva predisposto il rafforzamento dei controlli ai tre valichi terrestri e a quello ferroviario di Ventimiglia, come annunciato dallo stesso ministro Alfano su Twitter garantendo che “i nostri apparati di sicurezza sono al lavoro”.

Alfano, nella conferenza stampa, ha spiegato inoltre di essere in contatto costante con il capo della polizia, il prefetto Gabrielli, e di avere già “preso iniziative per rafforzare la sicurezza del nostro territorio e abbiamo deciso di inviare una nota a prefetti e questori per sollecitare ulteriori valutazioni dei rischi sul territorio e rafforzare i sistemi di vigilanza e presidio degli obiettivi sensibili”.

Nella notte Renzi aveva rilanciato il tweet del presidente francese Francois Hollande dopo la strage di Nizza: “La Francia piange, è addolorata, ma è forte e lo sarà sempre di più dei fanatici che oggi vogliono colpirla”, aveva scritto Hollande.

Anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti esprime “grande dolore e immenso cordoglio per questa tragedia” citando le parole del presidente francese, Francois Hollande, nei minuti appena successivi alla strage: “Saremo più forti di questi fanatici. Un pensiero condiviso, che conferma la determinazione a sconfiggere questo orrore, che dilaga dove lo Stato islamico si è fatto stato, in Iraq e Siria”, ha detto il ministro, “ma anche nei luoghi della nostra normalità e felicità. Dobbiamo sconfiggere militarmente dove c’è stata un’occupazione sul terreno, e dobbiamo avere una capacità di prevenzione nelle nostre nazioni”, ha detto la Pinotti, ribadendo l’importanza proprio di questo punto, la prevenzione: “E’ un lavoro che cerchiamo di fare quotidianamente, con la massima attenzione”.

Intanto la Farnesina ha immediatamente attivato la propria Unità di Crisi che, in stretto contatto con il Consolato, l’ambasciata a Parigi e le autorità locali, sta verificando l’eventuale coinvolgimento di connazionali tra le vittime che, come si è appreso, non sarebbero solo francesi. Sarebbero almeno 5 gli italiani di cui si sono perse le tracce.

C’è angoscia sui sociali network per la loro sorte: parenti e amici chiedono notizie perchè risultano irrintracciabili. Già nella notte, subito dopo l’attacco, le reti sociali si sono attivate e si sono moltiplicati gli appelli per ricercare le persone scomparse, di ogni nazionalità, dall’Australia agli Usa.

Si cerca una coppia di Voghera, Angelo D’Agostino (71 anni) e Gianna Muset (68 anni), per i quali l’allarme è stato lanciato su twitter dalla nuora che ha perso i contatti con loro da ieri notte. E c’è anche un giovane foggiano, Vittorio Di Pietro. Si chiedono informazioni infine su Andrea Avagnina e Marinella Ravotti. Sono diversi gli account su twitter (da Recherches Nice a Sos Nice Attacks) che ospitano gli appelli. Sos Nice Attacks ha deciso però a metà mattinata “per rispetto delle famiglie e in linea con le indicazioni della polizia” di bloccare le foto dell’attacco.

 

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