Arrivata la lettera Ue. Renzi: “Senza aiuti per i migranti pronti al veto sul Bilancio europeo”

Europa
Nella foto distribuito dall'ufficio stampa il 2 aprile 2014 il premier Matteo Renzi al termine del quarto vertice Ue-Africa a Bruxelles.
ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/Tiberio Barchielli-Filippo Attili
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E sul patto di Stabilità rassicura: “L’Italia ha rispettato tutte le regole “

Chiarire entro giovedì prossimo a quanto ammontano le ‘spese eccezionali’ per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perchè le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Dbp si scostano in modo così “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera. Queste le principali richieste avanzate dalla Commissione europea all’Italia nella lettera che i commissari per l’euro e gli affari economici, Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici hanno inviato oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arriverà un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che “il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017″ e’ “negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o più raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessità di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali è stata riconosciuta una flessibilità addizionale per il 2016″.

“Ad ora no ma se a noi mandano la letterina a quelli che non accolgono i migranti gli mandano il libro a casa, non la letterina”. Così Matteo Renzi ieri sera a Porta a Porta replicava alla domanda di Bruno Vespa circa i rilievi attesi nella lettera dalla commissione Ue. Dal salotto di Rai Uno, il premier ha incentra gran parte del suo intervento la questione dei migranti. Tanto da minacciare il veto sul futuro Bilancio UE. “Il governo Monti ha deciso la divisione del bilancio in sede Ue, noi diamo 20 miliardi all’Europa e l’Ue ce ne restituisce 12, – dice il premier – ma se l’Ungheria o la Slovacchia ci fanno la morale sui migranti e non ci danno una mano e poi vogliono i nostri soldi siamo pronti a mettere il veto. I contanti non passano dai muri, se tiri su un muro i soldi degli italiani te li scordi”, ha chiosato.


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Tanto più che l’emergenza migratoria sul suolo italiano si fa sempre più drammatica. Ed lo stesso Renzi ad ammetterlo: “O blocchiamo l’afflusso entro il marzo 2017 – avverte – o l’Italia non riuscirà più a reggere quello che è successo quest’anno”. Uno sforzo che il nostro Paese sta iniziando a pagare anche sotto il profilo della tensione sociale. Il caso di Gorino ne è un esempio, purtroppo di cui non andare fieri. Anche se, spiega il premier “è una vicenda difficile da giudicare, da una parte c’è una parte di popolazione che è molto stanca e preoccupata, ma dall’altro stiamo parlando di undici donne e otto bambini. probabilmente da parte dello Stato andava gestita meglio“.

Poi il premier torna alla legge di Bilancio e alle regole europee che non tutti rispettano come si vorrebbe lasciar credere. “Da nove anni la Francia è sopra il 3 per cento, – accusa l’inquilino di Palazzo Chigi – la Spagna ha un deficit che è il doppio del nostro. Sì, il nostro debito è cresciuto dello 0,1 per cento nel secondo trimestre del 2015 – ammette – Ma l’Italia ha rispettato tutte le regole in questa legge di Stabilita'”.

Tra le novità introdotte nella nuova manovra, il fiore all’occhiello è l’abolizione di Equitalia. Che oggi è una Spa, ricorda Renzi e che presto “diventerà un’altra cosa”. L’Agenzia delle entrate “si prende Equitalia – spiega – c’è un ente pubblico economico e non una SpA e io spero che, in sede di conversione del decreto, il Parlamento elimini l’aggio”.


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Nel far valere le sue ragioni a Bruxelles, Renzi avrà probabilmente un alleato in più. Oggi, infatti, la Casa Bianca ha confermato che nel corso della sua visita prevista a Berlino, dal 16 al 18 novembre, Barack Obama parteciperà anche a un vertice con i capi di Stato e di governo di Germania, Italia, Francia e Gran Bretagna. La visita di Obama, che con Renzi alla Casa Bianca aveva sottolineato l’importanza per l’Ue di puntare sulla crescita, avverrà dopo il voto presidenziale negli Usa e sarà l’ultima da presidente in Europa.

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