Renzi: “Partire dalla cultura per costruire la pace”

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L’istruzione è uno strumento fondamentale per sconfiggere la paura, ha detto il premier in visita ufficiale in Libano

Costruire la pace partendo dalla cultura. In visita in Libano, il presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato sull’importanza dell’istruzione per velocizzare i processi di pace e sconfiggere il terrorismo. Un tema caro su cui era intervenuto anche all’indomani degli attentati a Parigi proponendo un investimento del governo di 2 miliardi di euro su sicurezza e cultura.

E questo è anche lo spirito della sua visita in Libano, una visita nel segno della pace e dell’istruzione: il premier, dopo aver incontrato il contingente italiano nella missione Onu a Shama e gli incontri istituzionali con il primo ministro Tammam Salam e il presidente del Parlamento, Nabih Berri, Renzi visiterà una scuola dell’Unicef, ristrutturata con fondi italiani, e nella quale possono studiare non solo i bambini libanesi ma anche i figli dei profughi siriani.

“Siamo presenti in Iraq e tanti luoghi in tutto il pianeta, ma qui in Libano abbiamo il contingente più numeroso e una presenza ormai storica” ha detto il premier. Come è storica anche l’amicizia che lega l’Italia al Libano, un’amicizia dalla quale sono state anche tante collaborazioni culturali, ha ricordato Renzi, perché è “inutile costruire la pace senza partire dalla cultura”.

Ultimo appuntamento della giornata, infatti, sarà la visita al Museo nazionale di Beirut, anch’esso sostenuto da contributi italiani: un luogo simbolico per l’identità libanese e la coesistenza delle tre componenti principali della popolazione, ovvero cristiani maroniti e musulmani sciiti e sunniti.

La cultura è, ha ricordato Renzi, uno strumento fondamentale per sconfiggere la paura, proprio in un “momento in cui vorrebbero farci chiudere in casa, in cui gli attentati quest’anno hanno colpito anche l’Europa e messo in discussione il nostro modo di vivere. Non ci facciamo rinchiudere in casa dalla paura” ha detto il premier.

E ai 1.070 militari italiani della Brigata Alpina Taurinense ha detto: “C’è la grande consapevolezza che Italia e Libano non hanno solo un comune sentire, ma anche uomini e donne che sono orgogliosi di servire il casco blu dell’Onu, ma anche un tricolore che è un qualcosa che abbiamo dentro l’anima”.

“Portate con voi l’orgoglio della vostra appartenenza e l’affetto degli italiani e delle istituzioni” ha aggiunto Renzi. L’Italia è “un Paese che ha dato tanto al mondo, orgoglioso della propria cultura, dei propri musei, della propria capacità di innovazione, ma anche dei propri soldati. Di ciò che fanno con professionalità e umanità, che ci rende capaci di guardare negli occhi chiunque, a viso aperto. “Viva l’Italia – ha detto – viva la stabilità, viva la capacità di stare nelle Nazioni Unite a viso aperto, a testa alta e con l’orgoglio di rappresentare il tricolore”.

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