Renzi: “Così si chiude una brutta pagina per i risparmiatori italiani”

Banche
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (D), durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi, Roma, 29 aprile 2016.
ANSA/GIUSEPPE LAMI

Novità consistenti per gli oltre 10mila risparmiatori che hanno visto azzerati i loro titoli dopo il decreto salva-banche di novembre

Da una parte la questione dei risparmiatori penalizzati dal decreto salva-banche di novembre, con importanti novità positive nei criteri per concedere i rimborsi, dall’altra le nuove procedure di diritto fallimentare, che agiranno sul settore creditizio alleggerendo in maniera considerevole il pesante fardello dei crediti deteriorati. Sono questi i due importanti capitoli del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il quale, assicura il premier Matteo Renzi, si propone di “risolvere in modo definitivo i problemi del mondo bancario nel nostro paese”.

Per i tanti risparmiatori, che hanno visto azzerati i loro titoli dopo il decreto salva-banche di novembre, arrivano novità consistenti. Le risorse messe a disposizione saranno superiori ai 100 milioni stanziati a dicembre nella legge di Stabilità e garantiranno un risarcimento a gran parte delle circa 10.500 persone coinvolte.

E a spiegare quali saranno i criteri per i rimborsi messi a punto nel decreto è lo stesso premier: “Abbiamo ottenuto che vi possa essere un rimborso forfettario fino all’80% senza arbitrato – spiega durante la conferenza stampa al termine della riunione dell’esecutivo – purchè ricorra almeno una di queste due condizioni: un reddito lordo molto basso, sotto 35.000 euro, o un patrimonio mobiliare sotto 100.000 euro”.

Per tale categoria ci sarà un pagamento automatico, è questa la novità importante, “previsto per le obbligazioni comprate prima del 12 giugno 2014”. In questo modo, fa notare il premier, praticamente tutti gli obbligazionisti implicati riceveranno un indennizzo immediato. “Su 10mila soggetti coinvolti rimangono fuori soltanto 158 persone, ovvero coloro che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario e che definirli truffati – aggiunge – sembra difficile”.

Per queste persone, tuttavia, ci sarà la strada dell’arbitrato gestito dall’Anac (l’authority anticorruzione), che esaminerà i singoli ricorsi e deciderà se ci sono i presupposti per restituire i soldi. La data spartiacque (12 giugno 2014), spiega il ministro Pier Carlo Padoan, “coincide con la pubblicazione in gazzetta della commissione Ue della burden sharing”, la norma che di fatto ha anticipato il ‘bail-in’.

“Non c’è un centesimo speso dai cittadini per questo intervento – mette inoltre in evidenza Renzi – non c’è un truffato e nessuno che possa dire che non ci sia stata attenzione da parte del governo. Noi siamo dalla parte dei truffati”.

C’è poi il capitolo sofferenze. Il governo oggi interviene con un insieme di misure per accelerare e semplificare il recupero dei crediti cosiddetti deteriorati. Il ragionamento dell’esecutivo è semplice: se i tempi delle controversie vengono più che dimezzati, il valore di mercato dei crediti in sofferenza non potrà che trarne un grande beneficio.

“Il governo – spiega Renzi – ha approvato misure per  ridurre i tempi di recupero crediti per le persone giuridiche, non fisiche, da 6-8 anni a 6-8 mesi. Una grande opportunità per le banche di avere maggiore certezza”. Crediti che oltretutto, secondo un rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria diffuso oggi, stanno già diminuendo. E risolto il problema dei crediti in sofferenza – è l’auspicio di palazzo Chigi – potranno finalmente ripartire i prestiti all’economia reale con il conseguente rafforzamento della ripresa in atto.

Il consiglio dei ministri di oggi ha inoltre ratificato l’accordo ai vertici della Sicurezza: Alessandro Pansa, ora capo del dipartimento di Pubblica sicurezza del Viminale, è stato messo a capo del Dis, l’organismo di coordinamento dei due servizi segreti. Sostituirà l’ambasciatore Giampiero Massolo. Al posto di Pansa a capo della Polizia è stato nominato il prefetto di Roma Franco Gabrielli.

“Nei prossimi giorni – ha aggiunto Renzi riferendosi evidentemente a Marco Carrai, da giorni indicato come possibile capo della cybersecurity – procederò anche a ulteriori organizzazioni interne del mio staff di Palazzo Chigi, come è opportuno fare. Lo faremo la settimana prossima, ma spero non vi sfugga la differenza tra le nomine istituzionali e le nomine di staff: le prime afferiscono alla professionalità della pubblica amministrazione, le seconde sono collaboratori del premier pro-tempore, che quando se ne va lasciano, cioè lavorano con la squadra di governo. Funziona così in tutto il mondo. Spero che anche i più accesi e accaniti sostenitori della sovrapposizione dei ruoli sia chiaro che c’è una netta differenza tra questi. E noi siamo fieri di poter contare sull’aiuto dei professionisti che ci sono e di altri che arriveranno”.

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