“Renzi non è uno che fa compromessi al ribasso”. Conversando con Dario Nardella

Referendum
Il sindaco di Firenze Dario Nardella durante il suo intervento in occasione dell'incontro dedicato ad Oriana Fallaci, a dieci anni dalla morte della giornalista e scrittrice, a forte Belvedere, Firenze, 13 settembre 2016. ANSA/ UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE
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Stasera la manifestazione di chiusura con il premier a piazza della Signoria

Domenica sera seguirà lo scrutinio del referendum costituzionale da Palazzo Vecchio “ma anche con i miei compagni di partito” precisa il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Su come andrà a finire, lui che ha battagliato tanto per il Sì non si sbilancia, dice di essere “ottimista”. E per il momento può bastare.

Anche perché un pizzico di cautela non guasta mai. “Rifuggo ogni ostentazione, che invece vedo tra i sostenitori del No convinti di aver già vinto – afferma – sventolano sondaggi come se il voto di domenica fosse una specie di formalità e non un fatto decisivo”.

Intanto questa sera nel capoluogo toscano ci sarà il gran finale con il premier Matteo Renzi. In mezzo mesi di campagna referendaria, dura, con qualche colpo sottobanco, specie nei dibattiti televisivi “spesso deludenti soprattutto per questo livello di attacco personale e di volgarità alimentato in modo particolare da Beppe Grillo”.

La scelta di Firenze per chiedere questa campagna referendaria può darsi che sia stata fatta anche con un pizzico di superstizione, pensando al clamoroso exploit del Pd alle europee del 2014? Anche allora Renzi chiuse a Firenze. “Nel calcio si dice che squadra che vince non si cambia” dice Nardella con una battuta. “Anche allora giravano dei sondaggi che addirittura ci davano testa a testa con il Movimento 5 Stelle e anche in quella occasione la campagna elettorale di Grillo fu basata sugli attacchi personali e sulla paura” ricorda il sindaco.

Quanto agli scenari futuri sottolinea che “se dovesse vincere il No saremo catapultati in una incertezza totale sul piano economico, politico e istituzionale”. Poi “se anche Napolitano è arrivato a dire che la politica dei click è mistificazione” dice Nardella riprendendo le parole del Presidente Emerito sui grillini “allora, vuol dire che gli hanno fatto perdere davvero la pazienza, perché i 5 Stelle per l’ennesima volta hanno usato il linguaggio della menzogna, dell’offesa e dello scontro, spaventando molti italiani, creando incertezza, laddove invece c’è chiarezza di opzioni e di scelte”.

Quanto alle conseguenze sul Governo in caso che sia il No a spuntarla, Nardella, garantisce “Renzi non è una persona che si presta a compromessi al ribasso, di sicuro non è uno di quelli pronti a tenere la poltrona a qualunque condizione”.

Mentre per quanto riguarda il suo partito alla luce anche della scelta del No di una parte della minoranza, per Nardella sarà il congresso il luogo dove confrontarsi. Serve più dialogo? “Non credo che tutto si debba ridurre sul modo con cui dobbiamo parlare con Bersani o Speranza, penso che la priorità sia di avere un partito presente e più forte sui territori, un partito dinamico e veloce, come quello che aveva ispirato Veltroni dopo l’esperienza dell’Ulivo”, dice.

Plaude all’endorsement di Romano Prodi per il Sì “lui è davvero il padre dell’Ulivo a differenza di molti altri, penso a D’Alema, che hanno sostenuto il No volendo ergendosi a tutori dello spirito dell’Ulivo, come se questa riforma li minacciasse”.

E attacca lo stesso D’Alema per aver definito Renzi “il capo della casta”. “Trovo curiosa questa etichetta, soprattutto se pensiamo che D’Alema fa parte di una generazione di politici, schierata per il No, che ha governato la sinistra, in casi il Paese per oltre trent’anni, curioso che questa espressione venga detta proprio da lui” osserva Nardella. “Ecco perché – conclude il sindaco di Firenze – il Sì non è solo un voto per cambiare l’ Italia, ma è anche il voto delle coerenza, il No è il voto che ci lascia inchiodati alla situazione attuale, ma soprattutto è il voto di quella gran parte di vecchio ceto politico che ha dimenticato che cosa sia la coerenza”.

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