Renzi: “Niente dimissioni in caso di sconfitta. Nel Pd useremo il lanciafiamme”

Amministrative

Renzi a Otto e Mezzo: Abbiamo già detto che l’esito della permanenza a Palazzo Chigi è legata al referendum costituzionale

“Dopo il ballottaggio entriamo nel Pd col lanciafiamme, lo assicuro”. A tre giorni dal primo turno delle amministrative, Matteo Renzi intervenendo a Otto e Mezzo, su La7 fa il punto sui risultati e ribadisce che la vera prova per il suo governo sarà il referendum costituzionale di ottobre: “I risultati delle amministrative non cambiano niente”.

Renzi  poi risponde all’ex segretario Pier Luigi Bersani che sostiene che c’è “una mucca in corridoio”, ovvero un problema enorme, che non si può non vedere. Ma non è così, è la replica di Renzi: il Pd è pur sempre, afferma, “il primo partito d’Italia” ed è stupefacente che mentre alla guida del governo prova ogni giorno a fronteggiare problemi “veri” come l’immigrazione, deve subire una “guerriglia interna” di chi dice che “va tutto male”.

Intanto però nella serata di ieri è arriva la notizia di perquisizioni dei carabinieri nei confronti di due candidati del Pd alle amministrative di Napoli. Pesante l’ipotesi di reato: corruzione elettorale. Un nuovo colpo al partito partenopeo, per il quale Renzi già  all’indomani del voto aveva annunciato il commissariamento. “A Napoli abbiamo fallito”, ha ribadito in serata il premier, prima che emergesse la notizia delle perquisizioni.

L’intervista è anche l’occasione per chiarire alcune punti. Come la lettura dei dati di chi, come il M5s, afferma di aver vinto: “Non condivido la lettura per cui queste elezioni le ha vinte il Movimento 5 Stelle. Il Pd è nettamente il primo partito in Italia, senza alcuna ombra di discussione”. E sulla “sinistra radicale” di Fassina e Airaudo: “In queste elezioni non è pervenuta”. Inoltre “se oggi ci fosse il ballottaggio” per le politiche “al voto andrebbero il Pd e Fi, non Salvini, nè M5s”.

Renzi ha detto anche di non credere che il suo partito uscirà sconfitto dalla sfida di Milano, che vede contrapposti Beppe Sala e Stefano Parisi. E rispetto a alla sfida romana tra Raggi e Giachetti ha sottolineato che “se il Pd perde a Roma ho l’impressione che saltino le olimpiadi 2024″.

Toni molto duri sono stati usati per Napoli: “A Napoli abbiamo fallito, è andata male, ma nel Napoletano abbiamo vinto in 7 comuni su 8″, ma si è detto poi fiducioso su Torino: “Tra Appendino e Fassino ci sono più punti di differenza che tra Giachetti e Raggi. Tutti i ballottaggi sono da 1×2 ma io credo che l’esperienza di Fassino sarà il suo punto forte”.

“Quanto al Pd c’è un problema – a partire dal Mezzogiorno – di classe dirigente”. Il che non vuol dire, spiega Renzi, ridurre da due a uno i vicesegretari ma “mettere al centro chi lavora e non chi sta a pensare solo alla propria carriera, mettere al centro chi vuole cambiare l’Italia” e non le correnti che “fanno arrabbiare” i militanti.

In cosa consisterà il “lanciafiamme”, Renzi lo dirà dopo i ballottaggi. Ma di sicuro, garantisce, non userà lo strumento delle “espulsioni” contro chi, come Bersani, lo attacca dall’interno il partito: “Quelle le fanno gli altri. Si deve mettere al centro chi lavora e non chi sta a pensare solo alla propria carriera”.

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