Renzi: “Nelle prossime settimane un piano per la ricerca da 2,5 miliardi”

Innovazione
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene durante gli "Stati generali sui cambiamenti climatici e la difesa del territorio" nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, Roma, 22 giugno 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il premier a Pomezia visita due aziende leader nel settore dell’innovazione: “Ci sono ancora tante cose da fare, ma quanto l’Italia si rimette in moto può essere leader mondiale”

Il presidente del Consiglio oggi ha visitato a Pomezia due luoghi simbolo dell’innovazione. Prima la Ads, azienda leader nell’ingegneria e impiantistica di rete, dove è tornato ad elogiare i risultati del Jobs Act: “Questa azienda ha assunto 500 persone. Un numero secondo me incredibile, una delle tante storie che non vengono raccontate. Il punto, persino più interessante del Jobs Act, è che loro hanno fatto dell’innovazione il loro pane quotidiano”.

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La seconda tappa pomeridiana del presidente del Consiglio è stato lo science park Irbm dove ha annunciato un piano per la ricerca da 2,5 miliardi di euro. Il premier ha voluto sottolineare la storia dello science park Irbm che “è qualcosa di cui dovremmo parlare di più, c’è stato chi accettando una sfida impossibile ha salvato questo luogo destinato alla chiusura. E ora qui è stato isolato il virus Ebola ed è una struttura di cui essere orgogliosi come Italia“. Renzi sostiene che il suo non è “un racconto per negare i problemi dell’Italia. Per anni ci siamo detti che l’Italia è un Paese finito, invece è un Paese infinito, che riesce a trovare cose e soluzioni anche dove non te l’aspetti. L’Italia è un Paese che quando si rimette in moto può essere leader mondiale. Finché c’è un cervello che ha voglia di scoprire qualcosa di nuovo, l’Italia è coerente con la propria storia, perché è stata sempre questa roba qua”.

Grandi complimenti al premier da parte del patron dell’Istituto ricerche biologico molecolare (Irbm), Piero Di Lorenzo che elogia il lavoro fatto dal Governo: “Ho iniziato lavorando in banca e facendo il sindacalista della Cgil. Anni fa mi mandarono a spiegare l’art.18, quindi ora sono sopra le parti. Il Jobs Act è stato non una manna dal cielo, di più, per un imprenditore ha fatto la differenza”.

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