Renzi: “Nel 2017 tasse ancora giù, ma in questi anni abbiamo già fatto molto”

Governo
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi,  Roma, 26 Febbraio 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

E sulla Libia: “Italia paese guida, ma prima serve governo”

Matteo Renzi, intervistato dal Tg1, ha annunciato un nuovo taglio delle tasse nel prossimo anno ma “prima di aprire il derby su quali abbassare – ha ricordato – mi piace sottolineare che quest’anno le tasse sono andate giù, mentre prima aumentavano“. Una tendenza di cui i consumatori e gli imprenditori “dovrebbero far tesoro” e che, insieme ai dati sull’occupazione  diffusi oggi dall’Istat, descrivono un quadro finalmente positivo.

“Si può parlare di ripresa stabile ma non ci accontentiamo, bisogna insistere. – ha ribadito il premier commentando i dati dell’istituto statistico – C’è bisogno di fare molto di più, abbiamo iniziato con le riforme, ma dobbiamo continuare”. E la strada indicata è quella avviata dal Jobs Act, attraverso il quale “si sono recuperati mezzo milione di posti di lavoro“. Il problema della disoccupazione giovanile però rimane. Per questo Renzi è convinto che la soluzione possa passare nell’investimento massiccio nei giovani e nel Sud, con “legalità e trasparenza”.

Investimenti che potrebbero incontrare le resistenze europee. Renzi non lo nega e anzi ricorda che la partita con l’Europa è una “partita complicata”. Tuttavia, spiega, “se l’Unione europea imbocca la strada dell’innovazione e non solo del rigore sarà un fatto positivo. E’ giusto stare attenti ai denari, ma senza crescita l’Europa non ha futuro”.

Sulla spinosa questione libica, infine, il premier è chiaro. “L’Italia è un Paese guida su questo dossier” ma l’impegno del nostro Paese è subordinato ad una priorità ben precisa: “formare un governo in Libia“. D’altronde, ricorda Renzi, “Abbiamo rapporto molto solidi con gli Usa, sono i nostri principali alleati e con loro condividiamo il giudizio che prima di una missione vadano fatti tutti i tentativi per formare un governo. Abbiamo visto che è accaduto quando i francesi e gli inglesi, sono intervenuti senza un quadro di governo stabile”.

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