Renzi da Mattarella, tra i temi dell’incontro anche la polemica sui militari italiani in Lettonia

Difesa
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in occasione dell'incontro in vista del prossimo Consiglio Europeo, Roma, 14 ottobre 2016. ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE - PAOLO GIANDOTTI   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Pinotti: “La decisione è stata assunta a Varsavia”. Gentiloni: “Non si tratta di aggressione verso Mosca”

La prassi vuole che prima di un Consiglio europeo, il presidente del Consiglio salga al Colle per incontrare il presidente della Repubblica per aggiornarlo sul vertice imminente. E’ successo anche oggi quando Sergio Mattarella ha accolto al Quirinale Matteo Renzi e altri membri del governo, tra cui anche il ministro Gentiloni . Ma la svolta nei rapporti tra Nato e Russia registrata nel corso delle ultime ore ha fatto sì che la decisione di dispiego di truppe Nato, tra cui anche 140 militari italiani, su territorio lettone sia stata tra i principali argomenti trattati.

La polemica è stata scatenata stamattina da un’intervista pubblicata dalla Stampa dove il segretario della Nato, Jens Stoltenberg, ha annunciato il dispiego di militari italiani  lungo il confine europeo con la Russia. Nella conversazione con il giornale torinese, Stoltenberg ha anche precisato che il contingente sarà composto di pochi uomini, una presenza “simbolica” in una forza “simbolica” da quattromila unità, che tuttavia, serve a dimostrare che “ci siamo e siamo uniti”, che “abbiamo una difesa forte che garantisce la deterrenza”, mentre “vogliamo tenere aperto il dialogo” col Cremlino. “Non siamo nella Guerra fredda – dice, parlando dei rapporti tesi tra l’Alleanza e la Russia -, ma non c’è nemmeno il partenariato a cui lavoriamo da anni. Attraversiamo un territorio nuovo, è un sistema di relazioni con Mosca mai visto sinora”. “La Nato – aggiunge – deve essere in grado di adattarsi e rispondere alle sfide. Il messaggio è ‘Difesa e dialogo’. Non ‘Difesa o dialogo‘”.

Parole, queste, che hanno irritato Mosca. Un portavoce del ministero degli Esteri russo ha infatti definito “distruttiva” la politica degli Alleati, impegnati nella “costruzione di nuove linee di divisione in Europa invece che di profonde e solide relazioni di buon vicinato”. E alle parole che arrivano dalla Russia, si aggiungono le polemiche alimentate dalle opposizioni di casa nostra, tutte unite nel chiedere al governo di riferire al più presto in Parlamento.

Nel corso della giornata, però, i chiarimenti dei ministri della Difesa e degli Esteri arrivano tempestivi. Entrambi confermano le parole del segretario Nato, ma ricordano anche che la decisione era stata presa già da tempo ed era pubblica. “La decisione è stata assunta a Varsavia. – ha spiegato Roberta Pinotti, titolare della Difesa, a margine dell’assemblea dell’Anci –  Sembra una cosa nuova perché Stoltenberg l’ha detto in una intervista che è andata in prima pagina”. Pinotti le definisce “forze di rassicurazione” nei Paesi baltici, non definitive e a rotazione. “Alcune nazioni saranno leader – ha detto ancora – come Canada, Germania, il Regno Unito e Stati Uniti, che sono i responsabili. In questa responsabilità il Canada ha chiesto se l’Italia poteva contribuire e noi abbiamo detto sì”.

L’invio dei militari, aggiunge il ministro Gentiloni, “non fa parte di una politica di aggressione verso Mosca ma di una politica di rassicurazione e difesa dei nostri confini come alleanza atlantica“. “Queste decisioni – ha aggiunto il titolare della Farnesina – non influiscono minimamente nella linea di dialogo che l’Italia ha sempre proposto e condiviso con la Nato, dialogo deve andare in parallelo con le rassicurazioni agli alleati che si sentono a rischio”.

 

 

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