Renzi: “Marino e Crocetta dimostrino che sanno governare oppure vadano a casa”

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epa04856534 Italian Prime Minister Matteo Renzi during his joint press conference with Palestinian President Mahmoud Abbas (not pictured) in the West Bank city of Bethlehem on 22 July 2015. Premier Matteo Renzi is currently on a tour of Israel and the West Bank and earlier on 22 July 2015 he addressed the Israeli Knesset.  EPA/ATEF SAFADI

Il presidente del consiglio ribadisce il proprio piano di intervento sulle tasse: “Che alla minoranza del Pd piaccia o no, noi rispetteremo l’impegno. E l’Europa ci dia una mano”

“Se si fanno la spending review e le riforme, l’Italia è in condizione di buttar giù le tasse“. Matteo Renzi non retrocede di un millimetro sulla propria intenzione e, intervistato dal Tg5, garantisce che il governo troverà le coperture per l’operazione fiscale annunciata sabato scorso all’Assemblea nazionale del Pd.

L’abbattimento dell’Imu e della Tasi sulla prima casa avverrà – ribadisce il premier – senza sforare i vincoli europei: “Rispettiamo le regole, e non siamo moltissimi a farlo”. A Bruxelles, però, manda anche un messaggio: “L’Europa oggi deve preoccuparsi di dare una mano a chi vuole ripartire, non può essere solo la maestrina che dice quello che va bene e quello che non va bene”. Parole che anticipano la richiesta di una maggiore flessibilità, a partire dall’allontanamento del timing per il raggiungimento del pareggio di bilancio.

Più che dall’Ue, però, le critiche alla manovra fiscale preannunciata da Renzi sono venute dalla sinistra, fuori e dentro il Pd. “Io rispondo alle esigenze degli italiani – è la replica del premier – non a Fassina, Bersani e D’Alema e alla minoranza del Pd. La riduzione delle tasse è una questione di serietà. Alla minoranza pd dico che piaccia o no, noi abbiamo preso un impegno e lo manterremo“.

Renzi è tornato quindi a rivolgersi a due amministratori del suo partito, ancora nell’occhio del ciclone: il sindaco di Roma Ignazio Marino e il governatore siciliano Rosario Crocetta. L’invito rivolto a loro dal premier è di occuparsi “di cose concrete, mettano a posto le strade, pensino alla sanità. Se sono in grado di governare, governino, sennò vadano a casa. Non si può andare avanti con questa telenovela continua, la gente si domanda solo se sono in grado di occuparsi dei loro problemi”.

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