Renzi: la manovra rispetta le regole e non cambierà

Governo
Il presidente del consiglio Matteo Renzi durante conferenza stampa a Bruxelles, 21 ottobre 2016. ANSA/ TIBERIO BARCHIELLI

Il Presidente del Consiglio commenta i lavori del Consiglio europeo che si è appena svolto a Bruxelles

“E’ stato un Consiglio europeo ordinario, di routine. Sull’immigrazione c’è stata qualche parola buona ma le parole non bastano e noi ci aspettiamo i fatti”. È la sintesi con la quale il premier Matteo Renzi commenta i lavori del Consiglio europeo che si è appena svolto a Bruxelles. E quanto alle discussioni relative alla manovra finanziaria ribadisce: “Le misure non cambiano, anche a fronte di rilievi della Ue”. È un Matteo Renzi determinato a portare avanti il lavoro svolto finora sulla legge di Bilancio, anche perché, aggiunge, “questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi 10 anni. Vuol dire che è il deficit più basso di tutti i governi Berlusconi, Monti e Letta. Stiamo procedendo su una strada difficile per tenere insieme l’impegno per la crescita ma stiamo anche rispettando le regole”.

Il premier, poi, si dice soddisfatto del lavoro svolto nel summit belga perché “le nostre posizioni sono state ampiamente accolte su commercio, immigrazione, e Russia”.

Legge di Bilancio

“Tutti i Paesi discutono con la Ue” sulle leggi di Bilancio, “solo da noi diventa un dramma” ha sottolineato il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa definendo “singolare” l’ipotesi che possa essere aperta una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia in tema di conti pubblici. Anzi, ha ribadito il premier, “la procedura di infrazione se c’è va fatta nei confronti dei Paesi che non stanno rispettando le decisioni del Consiglio Ue del settembre 2015″ sulla relocation dei migranti. Renzi ha ricordato che “l’Italia ha avuto una procedura di infrazione per gli hot spot e immediatamente abbiamo allestito gli hot spot, le impronte digitali, e facciamo un grandissimo lavoro per l’accoglienza. Non possiamo pensare che questo lavoro sia a senso unico. Così come non possiamo pensare che i soldi dati alla Turchia sono fuori dal Patto e che le risorse per salvare le vite nel Mediterraneo siano fuori”. D’altronde, “a me nessuno su questo mi ha detto niente. Per cui la posizione italiana è che quello 0,3%” di deficit “per le clausole è ampiamente giustificato”. Nel frattempo, ha concluso, “vorrei ricordare che Francia e Spagna sono sopra il 3%”.

 

Rapporti Ue-Russia

“La posizione dell’Italia sui rapporti Ue-Russia è chiara” chiosa Renzi. “Occorre mantenere un canale aperto di dialogo e comunicazione con tutti. Questo dialogo non può presicindere dalla sovranità degli stati ed è inaccettabile la violazione della sovranità dell’Ucraina”. Comunque, aggiunge, “il nostro migliore amico in politica estera sta a Washington”.

“Sulle questioni legate alla Russia ci sono stati due elementi di discussione: uno di natura strategica, perché la Russia come Unione europea è il nostro vicino di casa più grande; e una più legata alla questione siriana. L’auspicio da parte di rutti è che si possa arrivare a una tregua duratura il più presto possibile, che si arrivi a una possibilità di pace per la sventurata popolazione di Aleppo”.

Migranti

“Sull’immigrazione qualche parola buona c’è stata ma le parole non bastano, noi ci aspettiamo i fatti. L’impegno è che entro dicembre arriveranno segnali sull’Africa: l’iniziativa presa a Bratislava ha dato risultati ma ancora tutto è da vedere, verificheremo nel mese di dicembre. L’Italia è pronta a dare battaglia per il rispetto delle regole comuni sull’immigrazione e la gestione dei flussi migratori, e propone di destinare meno risorse dal budget comiunitario a quei Paesi che non fanno abbastanza. I Paesi che non rispettano le regole sull’immigrazione non possono pensare che nel prossimo bilancio dell’Ue 2020-2026 avranno ancora tutti i soldi di cui hanno goduto finora”. Ai partner, “in particolare ad alcuni Paesi dell’est” d’Europa, il capo del governo ha voluto chiarire che “è finito il tempo degli assegni in bianco”.

Futuro politico dell’Ue 

“L’Italia a testa alta non è una postura muscolare, ma serve ad Europa” dice infine il premier rispondendo alle domande dei giornalisti. Con la Germania “abbiamo un ottimo rapporto, ma come quando accade tra amici, su molte cose non siamo d’accordo”. “Dal punto di vista della politica confermo l’impegno dell’Italia in direzione di Roma 2017, sarà un grande appuntamento che coinvolgerà il più grande numero di persone possibile per una grande discussione sul futuro dell’Europa”. “Noi europeisti convinti – aggiunge – vogliamo una discussione meno tra addetti al lavoro e più con esponenti delle università, della società civile e dell’associazionismo. Coinvolgeremo verso Roma 2017 i cittadini, non solo burocrati e tecnici”.

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