Renzi: “M5S fa opposizione solo a telecamere accese”

Governo
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il programma Rai "L'Arena" condotto da Massimo Giletti, Roma, 20 dicembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Il premier ospite di Giletti su RaiUno: “Nel 2016 tutti i segnali dicono che andremo ancora meglio: faremo più dell’1,5% sul Pil”

“La legge di stabilità è stata approvata alle 2.58 di stanotte e i 5 Stelle non erano in Aula perché purtroppo fanno un’opposizione che regge fino a che sono accese le telecamere“. Ospite a l’Arena il premier Matteo Renzi ha attaccato i grillini e si è rivolto alle forze di opposizione, su cui spera in futuro di trovare punti d’incontro. Quando abbiamo fatto “una bella cosa come l’abolizione della tassa sulla casa – ha detto davanti alle telecamere di RaiUno – speravo che M5s e FI potessero votarla…invece trovo tanta rabbia e voglia di mettere paletti. Mi piacerebbe che in nome dell’Italia si potessero trovare delle intese” su alcuni provvedimenti.

Alla vigilia delle festività natalizie, il premier Renzi ha stilato anche un primo bilancio dell’anno che sta per finire: “Il 2015 si chiude meglio del 2014 ma non sono ancora soddisfatto – ha ammesso – I segnali di ripresa ci sono ma ci vuole tempo. L’Italia è come se fosse guarita ma ancora non sta bene. Nel 2016 tutti i segnali dicono che andremo ancora meglio: faremo più dell’1,5% sul Pil, ma l’importante è che ci credano gli italiani, è tutto nelle nostre mani”.

E i dati per essere fiduciosi ci sono, secondo il premier. Uno su tutti riguarda il deficit. “Dal 2012 sta scendendo, quest’anno scende al 2,4%. – ha spiegato – Il deficit lo scorso anno era il 2,6%, i governi precedenti, dal 2013 in poi, erano al 3%. L’Europa vorrebbe che scendesse ancora di più. Ma questo è il minor deficit degli ultimi dieci anni“.

Alle ottimistiche previsioni, si aggiungono i tagli introdotti nella legge di stabilità di prossima approvazione che “contiene diversi ‘lingottini’ e finalmente – afferma orgoglioso Renzi – abbassa le tasse”.

Il primo ministro non si sottrae nemmeno al tema che ha dominato le prime pagine di queste settimane. Sul caso che ha attirato nella bufera il ministro Boschi, infatti, il premier nega che nella vicenda che ruota intorno all’ormai famoso decreto salva-banche ci siano stati favoritismi: “Il conflitto d’interessi dove sta se il padre della Boschi è stato sanzionato e se questo governo ha commissariato e mandato a casa il papà della Boschi? Questo governo non guarda in faccia nessuno – ha rivendicato il premier – nessuno ha avuto un trattamento privilegiato”.

Renzi non ci sta nemmeno a partecipare all’insano gioco dello scaricabarile e a Massimo Gilletti, che in studio chiede spiegazioni sulla presunte negligenze da parte della Banca d’Italia, risponde: “Se immagina che scarichi la responsabilità sugli altri, come faceva la politica in passato, ha sbagliato persona. Banca d’Italia e tutte le altre istituzioni godono del rispetto del governo italiano: la questione non è giocare allo scaricabarile“. La questione, piuttosto, è ricordare che “Il governo ha fatto un decreto che è servito per spegnere un incendio perché le quattro banche rischiavano di non riaprire più gli sportelli”.

In merito al settore bancario, il presidente del Consiglio ha anticipato anche le prossime mosse dell’esecutivo che prevedono l’unificazione delle banche del credito cooperativo, “che sono anche belle ma devono essere più solide”.

 

 

 

Vedi anche

Altri articoli