Renzi: “Lo dico in base ai numeri, l’Italia ha svoltato”

Economia
6 settembre - Intervento di Renzi

Al Foglio: andare avanti, si deve ridare tranquillità e fiducia

“Lo dico senza problemi e lo dico in base ai numeri: l’Italia ha svoltato. Punto”. E’ quanto afferma in un’intervista a tutto campo con il Foglio, Matteo Renzi che invita ad andare avanti su questa strada, perché “l’economia sta ripartendo e i consumi crescono”. “Qualcosa sta cambiando, si lavora per restituire tranquillità’ e fiducia”.

“Dire che le tasse si abbassano solo tagliando la spesa – avvisa quindi il premier – “è una sciocchezza”, non sarà la strada dell’Italia e assicura: “non sforeremo il 3 per cento, ma ci serviremo di quella flessibilità  prevista dal fiscal compact”, e “quell’un per cento di pil in più potrà essere destinato meta’ a riforme e meta’ a investimenti”.

Sulle riforme, Renzi spiega poi che la maggioranza c’e’, il resto e’ contorno, al Senato non serviranno forzature, porteremo il risultato. “Le tensioni – dice ancora – sono fisiologiche, la maggioranza c’e’ e ci sarà e alla fine arriverà il risultato che molti hanno tentato di raggiungere senza successo”. E definisce “mediazione possibile” la proposta Boschi-Finocchiaro.

Il presidente del Consiglio spiega dunque cosa potrà’ ottenere l’Italia dall’Europa nell’ambito delle contrattazioni sulla flessibilità. “La flessibilità è l’unico modo per combattere l’austerità, e ne sono straconvinto – dice -. Oggi, grazie anche alla nostra posizione in Europa, è una battaglia vinta, è una acquisizione che vale per tutti e non per un paese o l’altro. Per quanto riguarda l’Italia, vorrei essere chiaro: noi non sforeremo il tre per cento. E’ una questione di serietà’. Ma ci serviremo di quella flessibilità, prevista dal Fiscal Compact, che anche grazie al nostro lavoro in Europa non è più’ impossibile da utilizzare. Che cosa significa concretamente? Significa che quell’un per cento di pil in più’ che potremo utilizzare quest’anno potrà’ essere destinato meta’ alle riforme e meta’ agli investimenti. E significa che pur rimanendo sotto il 3 per cento il prossimo anno ci saranno fino a 17 miliardi per noi. Con la curva del debito che scenderà. E questo non è un dono che arriva dal cielo – sottolinea -; è una battaglia che abbiamo combattuto in Europa, e che stiamo vincendo”.

Renzi spiega poi perché’ l’abolizione della tassa sulla prima casa verrà messa in campo. “Sono convinto che dire forte e chiaro che il governo abolirà’ la tassazione sulla prima casa, per tutti e per sempre, ha due effetti immediati. Il primo e’ uno stimolo a un settore traino per l’Italia come quello dell’edilizia, e vorrei mettere nero su bianco che la prima grande sfida del 2016 per noi sarà questa: far crescere l’occupazione anche in questo settore, puntando su qualità, sostenibilità, attenzione ad ambiente e vivibilità. Perché se non corre un’edilizia che non sia colate di cemento, ma progetto, invenzione, recupero, qualità’ della vita, sicurezza, non corre il paese”.

Ma per capire l’importanza del taglio della tassa sulla prima casa bisogna pensare al secondo effetto. “Negli ultimi anni – spiega – i governi hanno confuso i cittadini, togliendo e rimettendo la tassa, e arrivando al punto, nel governo che mi ha preceduto, di togliere la tassa per poi rimetterla con un altro nome. Eliminare per tutti, per sempre, la tassa sulla prima casa, dunque, non crea solo semplificazione e giustizia ma crea anche un clima di fiducia di fronte allo stato: e sono certo che anche qui i numeri ci premieranno”.

Quanto al dialogo con Forza Italia, spiega infine Renzi, “oggi non è all’ordine del giorno. A meno che Forza Italia non scelga di de-salvinizzarsi”

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