Renzi: “Unioni civili entro l’anno”. La reazione dei vescovi: “Attenzione paradossale”

Diritti
Festa Pride al Padiglione Usa ad Expo2015, Milano, 20 giugno 2015.  ANSA/PORTA

Matteo Renzi prende un chiaro impegno politico per far approvare una legge sulle unioni civili entro il 2015. Nonostante gli ostruzionismi, per i diritti di migliaia di cittadini sembra avvicinarsi la volta buona

“La questione dei diritti civili deve essere risolta una volta per tutte”. Il presidente del Consiglio e segretario del Pd, Matteo Renzi, promette di far approvare entro l’anno la legge sulle unioni di fatto. Prende un forte impegno politico davanti all’assemblea del partito, ad Expo, tracciando un preciso percorso parlamentare: entro metà ottobre discussione e approvazione al Senato, poi il passaggio alla Camera che “per una volta spero sia confermativo senza bisogno di ulteriori navette, così da approvare la legge entro il 2015“.

Quello di Renzi è un chiaro messaggio rivolto anche alle opposizioni e in particolare ai senatori, come Carlo Giovanardi e altri, che in Commissione a Palazzo madama hanno presentato centinaia di emendamenti, ingolfando di fatto l’iter parlamentare della riforma sui matrimoni omosessuali.

Nel suo intervento davanti l’assemblea Pd, Renzi si rivolge anche al deputato dem Ivan Scalfarotto in sciopero della fame per protesta contro la mancata approvazione di una legge sulle unioni civili. “Ivan guarda che ti porto di peso – scherza il leader Dem – proponendo l’hashtag #ivanmagna”.

Una provocazione presa subito in considerazione dal sottosegretario Scalfarotto che, nel suo intervento, risponde: “il mio digiuno non è mai stato contro il premier o il governo visto che questo è il primo Esecutivo a schierarsi apertamente a sostegno di un principio di civiltà”. “Per questo – annuncia Scalfarotto – e per l’impegno preso oggi dal premier, ho deciso di interrompere il digiuno che andava avanti da 20 giorni“.

Sul tema dei matrimoni omosessuali, il deputato Pd sottolinea anche come l’Italia sia in “una posizione imbarazzante: insieme a Bielorussia e Moldova. Chi si oppone a questa legge, come Carlo Giovanardi, Maurizio Gasparri ed Eugenia Roccella, lo fa – aggiunge – come se fosse una battaglia di vita o di morte. È un’emergenza –conclude – serve un patto davanti al Paese, perché questa è una situazione che non fa onore all’Italia“.

Tuttavia, le parole ‘impegno’ e ‘priorità’ legate alla riforma dei matrimoni omosessuali destano immediatamente lo stupore del mondo cattolico. “Rispetto alle urgenze che si impongono è paradossale questa attenzione” commenta il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino. “Peccato non poterne riscontrare altrettanta in effettive misure di sostegno alla famiglia”.”Restiamo convinti – ha aggiunto il vescovo – che una cosa sia la famiglia fondata su due persone di sesso diverso, come prevede l’articolo 29 della Costituzione, e tutt’altra siano le unioni tra persone dello stesso sesso. È troppo chiedere che tale diversità venga rispettata dal Legislatore come dal Governo?”.

Duro anche il commento di Roberto Fromigoni che su twitter scrive: “Il Ddl-Cirinnà non dovrà passare mai. Si chiama ‘unioni civili, ma introduce matrimonio gay, adozioni gay e utero in affitto che il 72% italiani non vuole”.

La battaglia parlamentare e ideologica si presenta dunque complicata. Questa volta però, nonostante gli ostruzionismi (causa del pesante ritardo della riforma) per i diritti di migliaia di cittadini sembra avvicinarsi la volta buona.

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