Renzi: “L’accordo lo facciamo con chi ci sta”

Unioni civili
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Un bilancio dei due anni di governo alla sede della Stampa estera

Davanti alla stampa estera, Matteo Renzi torna a fare il punto sulle unioni civili:  l’accordo “lo facciamo con chi ci sta”, ha detto, riferendosi al passi indietro fatto dal Movimento 5 stelle.

Non scioglie dunque il dubbio, il premier, se il Pd spera in un’intesa con M5S o con Ncd.

“Oggi il problema che abbiamo è che non si vada avanti da nessuna parte, che il dibattito sia bloccato, che sia la strada di un emendamento di governo o un accordo parlamentare la certezza è che questa legge si faccia”. Il Pd, ha proseguito, ha 112 voti: “Occorre arrivare a 161 – ha precisato -. Occorre trovarne altri 49 o 50. Di conseguenza serve l’accordo di qualcun altro e non basta un solo partito. C’era una prova d’intesa col M5s che venti minuti prima di votare l’emendamento Marcucci si è tirato indietro. Si dice che cambiare idea è segno di intelligenza, allora loro sono dei geni assoluti, perché hanno cambiato idea costantemente”. Una cosa è certa: non si può più aspettare.

“C’è solo una cosa su cui dare certezza: che questa legge si faccia davvero senza che la strategia del rinvio colpisca ancora…Non possono esserci bambini di serie A e di serie B, noi pensiamo sia arrivato il momento di mettere la parola fine a questo lungo rinvio sulla legge sulle unioni civili e nei fatti c’è stato un ostruzionismo. Siamo dell’idea che si deve chiudere velocemente”.

L’occasione dell’incontro con la stampa estera è quella dei due anni di governo. E Renzi ha fatto il suo bilancio.

“Siamo esattamente a metà strada, sono passati due anni e la legislatura terminerà nel febbraio 2018″.

Si dice soddisfatto si ciò che è stato fatto finora anche se “il vero giudizio per noi lo daranno gli elettori nel febbraio del 2018″. E’ quindi tempo di tirare le somme e Renzi ricorda le riforme fatte fino ad oggi “mai così tante in un così breve tempo”. Il fiore all’occhiello, per il Premier, è sicuramente il jobs act “la riforma più impattante che ha prodotto 764 mila posi di lavoro in una anno a tempo indeterminato”.

Ma il lavoro non finisce qui e anzi Renzi si dice “ancora affamato, come proprio il primo giorno” e non nasconde la difficoltà di governare un paese come l’Italia: “Fare il premier in Italia non è facile ma è un’esperienza affascinante. Il nostro passato lo conoscono tutti la nostra sfida è far tornare il futuro nel nostro paese”. Per fare questo bisogna contare in Europa ed è li che, secondo Renzi, l’Italia ora c’è ed è forte a solida, a differenza del passato: “L’Europa è un bivio: o cambia approccio o rischia di vanificare la più grande operazione di unificazione politica mai fatta. L’Europa come è adesso non funziona, e l’Italia lavora per questo non per ottenere qualche briciola di compensazione”.

Proprio per non buttare all’aria il lavoro fatto, il premier auspica che, al referendum sulla possibilità per il Regno Unito di rimanere nell’Ue, vincano i sì anche se non nasconde la difficoltà: “Credo che il referendum non sarà una passeggiata per nessuno. Anche Cameron l’ha detto con franchezza”.

Sempre sul rapporto con l’Europa, Renzi torna anche sul tema dei migranti: “Ho detto con franchezza che la solidarietà in Europa non è a senso unico. A senso unico ci sono certi vicoli di Roma, ma non la solidarietà. Io l’ho detto al tavolo: nella programmazione 2020-2026 non potremo che tenere conto che qualche Paese immagina la solidarietà a senso unico. Se non si è solidali sull’immigrazione è legittimo che i Paesi più grandi possano essere non solidali sulla contribuzione. Io sono per la solidarietà, sempre, ma chiediamo vi sia rispetto”. E ribadisce il suo no a certe politiche di esclusione: “Noi accogliamo, non alziamo muri se avessimo alzato muri non esisterebbe l’Europa a 28″.

Poi i premier annuncia i suoi prossimi viaggi diplomatici: a giugno in Russia, ad aprile in Iran e marzo negli Stati Uniti. Proprio su quest’ultimo appuntamento Renzi spiega che l’Italia sarà presente al vertice sul nucleare di Washington: “E’ il terzo summit sulla lotta alla minaccia nucleare, un argomento su cui l’Italia ha carte da spendere sia in termini industriali di smaltimento del nucleare, che politici”.

Per quanto riguarda la politica americana Renzi non nasconde la sua simpatia per la candidata democratica Hillary Clinton. “Se parlo da presidente del Consiglio – ha detto Renzi – lavoreremo con chiunque sarà presidente della Repubblica degli Usa. Se parlo da cittadino e segretario del Pd, dico che nel rispetto della grande democrazia americana io faccio il tifo per Hillary Clinton”. Poi scherza: “Non dovevo dirlo. Forse vi aspettavate un endorsement per Trump o per Rubio o per Sanders… La cosa bella delle primarie è che dopo un po’ ne restano pochi…”.

 

 

 

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