Renzi, la Raggi e il M5S secondo Paolo Sorrentino. E al referendum?

Politica
Italian director Paolo Sorrentino arrives for the premiere of  'The Young Pope' during the 73rd Venice Film Festival in Venice, Italy, 03 September 2016. The movie is presented in Out competition at the festival running from 31 August to 10 September. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Il regista premio Oscar in un colloquio con Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera: “Mi fa uscire pazzo che una trentenne non guardi al futuro”

Un bello e lungo colloquio con Aldo Cazzullo pubblicato oggi dal Corriere della Sera è l’occasione per il regista premio Oscar Paolo Sorrentino per parlare di tante cose che riguardano la sua vita (personale e professionale), i suoi sogni, i suoi progetti e la società che lo circonda. Sorrentino parla della sua adolescenza, della tragica morte dei suoi genitori, degli inizi della sua carriera. Parla dei suoi modelli, da Fellini a Pasolini, delle città della sua vita, da Napoli a Roma, dei suoi film, della nuova serie The Young Pope, degli attori con cui ha lavorato e di ciò che ha in serbo per il futuro.

Non manca, nel colloquio con Cazzullo, anche un riferimento all’ultimo “viaggio” transoceanico, quello insieme al premier Matteo Renzi e ad altre sette “eccellenze” italiane per partecipare all’ultimo state dinner della presidenza di Barack Obama. E se il regista non mostra particolare entusiasmo per l’evento a cui ha preso parte (“Una cosa divertente che non farò mai più”), sono molto interessanti alcuni giudizi politici sulla attualità italiana.

Di Renzi apprezzo la sua smodata determinazione a cambiare l’atteggiamento rinunciatario di molti italiani. Disfattisti sino all’autoflagellazione. Rassegnati a dire no a tutto: no all’alta velocità, no alle Olimpiadi. Ma l’alta velocità è bellissima, in un’ora vai da Roma a Napoli. E mi fa uscire pazzo che una donna più giovane di me come Virginia Raggi sia contro i Giochi olimpici. Come fa una trentenne a non guardare al futuro?“.

E sui Cinque Stelle non risparmia un giudizio abbastanza duro: “Non mi convincono per niente, anzi, mi preoccupano. Dare addosso a un altro è molto più facile che costruire qualcosa: mi pare un’ingenuità non da poco che se ne accorgano solo adesso». E infine, immancabile, il riferimento al referendum. Cosa voterà? “Non lo so ancora. Mo’ comincio a studiare”.

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