Grecia, Merkel non chiude la porta: “Vogliamo proposte entro la settimana”

Grexit
epa04834161 French President Francois Hollande (R) welcomes German Chancellor Angela Merkel as she arrives at the Elysee Palace for a crisis meeting regarding Greece, in Paris, France, 06 July 2015.  EPA/ETIENNE LAURENT

Aggiornamenti in diretta

Ore 19:30. Vertice Merkel-Hollande

Angela Merkel incontra a Parigi François Hollande. E dice: “Le proposte di Tsipras devono arrivare entro questa settimana”. La porta dunque è tutt’altro che chiusa. Hollande: “Tocca a Tsipras fare proposte serie e credibili”.

Ore 17:45. La Borsa di Milano chiude a -4%

Ore 16:50 – Banche greche, tetto 60 euro per prelievi fino a venerdì

Il tetto dei 60 euro per il prelievo giornaliero di contanti dai bancomat in Grecia potrebbe restare in vigore fino a venerdì anche nel caso in cui la Bce manterrà stabile il livello di liquidità di emergenza Ela. È quanto ha detto il ministro dell’Economia greco, Giorgos Stathakis, in un’intervista esclusiva alla Bbc.

Ore 16:45 – Ad Atene e in Attica trasporti pubblici per un’altra settimana

I servizi di trasporto pubblici rimarranno gratis per un’altra settimana ad Atene e nell’intera regione Attica. Lo ha reso noto nel pomeriggio il ministero dei Trasporti. La misura, che riguarda autobus, metro, treni e tram, era stata introdotta una settimana fa per aiutare i pendolari messi in difficolta’ dai controlli sui capitali introdotti dal governo.

Ore 16:30 – Lagarde: Fmi pronto ad aiuti se richiesti

Il Fmi “ha preso atto” dell’esito del referendum in Grecia. Sta “monitorando la situazione da vicino” ed è “pronto ad aiutare la Grecia se sarà richiesto”. È quanto afferma in una nota il direttore generale Christine Lagarde.

Ore 15:59 – Tsakalotos nuovo ministro delle Finanze greco

Euclid Tsakalotos, capo della squadra negoziale ellenica, sara’ nominato nuovo ministro delle Finanze al posto di Varoufakis. Lo riferisce l’emittente greca Skai tv.

Ore 15:35 – Wall Street, partenza in rosso su esito referendum Grecia

L’esito del referendum greco pesa anche sugli indici di borsa americani, che partono sotto la parità. Il Dow Jones segna 17.606 punti con un calo di 123 punti (-0,70%). Il Nasdaq cede 32 punti a 4.978,86 punti (-0,67%).

Ore 15:20 –  Banche greche resteranno chiuse per qualche altro giorno

Il governo greco si prepara ad emettere un decreto che disponga la chiusura delle banche “per almeno qualche altro giorno”. Lo riferiscono fonti bancarie.

Ore 15:14 – Telefonata Merkel-Tsipras

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha avuto una conversazione telefonica con la cancelliere Angela Merkel, durante la quale i due leader hanno concordato che Atene porterà nuove proposte negoziali al tavolo dell’Eurogruppo di domani. Lo riferisce alla Reuters un funzionario del governo ellenico.

Ore 15:00 – Spread a 164, male le Borse

Seppure non catastrofici, Arrivano gli effetti negativi del referendum greco sulle Borse: Milano ha perso il 3%, peggio di Parigi (- 1,7), Francoforte (-1,4) e Londra (-0,6). Lo spread italiano è balzato a quota 160, con i Btp decennali che rendono il 2,35%. Ma è evidente che i mercati sono dominati dall’incertezza per gli sviluppi della trattativa europea, a partire dal summit Hollande-Merkel di questa sera a Parigi.

Ore 13:00 – Renzi: per Atene serve una soluzione definitiva all’emergenza

L’Europa deve cambiare, deve aiutare la crescita, o è finita. Così il premier Matteo Renzi commenta il referendum in Grecia. Dopo aver spiegato che per Atene serve una soluzione definitiva all’emergenza, Renzi afferma che esiste anche un secondo “cantiere”: “Il secondo – ancora più affascinante e complesso, ma non più rinviabile – è il cantiere dell’Europa. “Da mesi – prosegue il Premier in un post scritto su Facebook – stiamo insistendo per discutere non solo di austerity e bilanci, ma di crescita, infrastrutture, politiche comuni sulla migrazione, innovazione, ambiente.  Ricostruire una Europa diversa non sarà facile dopo ciò che è avvenuto negli ultimi anni. Ma questo – conclude Renzi – è il momento giusto per provare a farlo, tutti insieme. L’Italia farà la sua parte”.

Ore 11:00 – Varoufakis si dimette, mano tesa all’Europa
Si apre con un colpo di scena il day after del referendum in Grecia. Il ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, ha annunciato stamattina le proprie dimissioni. In un post sul suo blog, il “falco” del governo ellenico” spiega di essere consapevole che molti partner europei preferirebbero che lui non partecipasse ai prossimi vertici. Un’idea – aggiunge – “che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per raggiungere un accordo”.

Da qui la decisione di dimettersi, chiarendo comunque che “sosterrò pienamente il primo ministro Tsipras, il nuovo ministro delle finanze e il nostro governo”. E si appunta le pressioni internazionali come una medaglietta al petto: “Porterò con orgoglio il disgusto dei creditori”. Il suo successore, secondo indiscrezioni che filtrano da Atene, dovrebbe essere una “colomba” nei confronti di Bruxelles, a conferma del fatto che l’intento di Tsipras è quello di rendere più facile un accordo che eviti lo spettro della Grexit.

L’agenda internazionale di oggi, come si può immaginare, è fittissima. Con gli occhi puntati alle borse europee, il cui calo in apertura è evidente, ma non drammatico a detta degli analisti. Piazza Affari ha aperto con un -2,8%, anche se ormai tutti sono d’accordo nel negare il rischio di “contagio” della crisi greca anche nel nostro paese. Tanto che lo spread risale, ma non più di tanto, attestandosi intorno ai 160 punti.

È in corso l’incontro tra il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e il premier Matteo Renzi a palazzo Chigi. L’Italia finora ha mantenuto una posizione di mediazione, ma ferma nel chiedere il recupero dei crediti vantati nei confronti di Atene e nello spingere il governo greco a fare le riforme necessarie, a partire dall’innalzamento dell’età pensionabile e dall’estendere la tassazione anche agli armatori e l’Iva anche nelle isole. Padoan e Renzi stanno facendo il punto per concordare la posizione da portare domani ai vertici dell’Eurogruppo e, a seguire, del consiglio europeo.

Lo stesso faranno Angela Merkel e François Hollande a Parigi nel pomeriggio, mentre è prevista una prima conference call tra il presidente della Bce Mario Draghi e quelli dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, del consiglio europeo Donald Tusk e della commissione Jean-Claude Juncker.

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