Renzi: “Io come Pinochet? Di Maio offende la Repubblica, non me”

Referendum

Ecco in dieci pillole cosa ha detto il premier a Cuneo

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è intervenuto oggi al Teatro Toselli di Cuneo per parlare della riforma costituzionale. Ecco in dieci punti cosa ha detto il premier.

Il messaggio all’Anpi: “Voglio ringraziare i partigiani che sono qua e gli amici dell’Anpi. Voglio che questa campagna per il Sì sia la più possibile pacata, civile e tranquilla”.

Modello Expo: “Un giorno entrando a Palazzo Chigi incontro un gruppo di amici che mi guardano con occhio complice e mi dicono ‘C’è da bloccare l’Expo, ci sono stati tanti scandali. Diamo la colpa a quelli che c’erano prima, noi lo blocchiamo e così ne usciamo bene’. Invece abbiamo voluto fare l’autorità anticorruzione – che ora al G20 ci vogliono copiare – e siamo riusciti a portare a termine Expo. Nei progetti bisogna crederci, è troppo facile dire di no. La sfida non è di chi sa dire solo no. Cerchiamo di prendere l’Italia per mano e portarla nel domani. I politici li paghiamo per risolvere i problemi non per scaricarli”.

Riforme: “Alcune sono state fatte come ad esempio con il Jobs act: e oggi girando per le aziende abbiamo incotnrato tante persone assunte. Sono 585mila le persone che ora guardano al futuro, ma c’è ancora tanto da fare, come le leggi per rendere più semplice la burocrazia e l’apparato dello Stato”.

Riforma costituzionale: “Andrà alla decisione dei cittadini, ma non è che noi non l’abbiamo votata. Abbiamo aperto le consultazioni agli esperti per farci consigliare e abbiamo redatto un testo che poi è stato votato 6 volte dalla Camera e dal Senato. Sono state fatte 181 modifiche, presentati 84 milioni di emendamenti, ci sono state discussioni per due anni e rotti e alla fine di questo iter abbiamo il testo della riforma costituzionale”.

Legge elettorale: “Si dicono tante cose sulla riforma costituzionale, ad esempio che riguarda la legge elettorale. La legge elettorale non c’entra niente con il referendum, a me l’Italicum piace. Vogliamo cambiarlo? Vogliamo dare un segnale? Cambiamo la legge elettorale”.

Poteri del presidente del Consiglio: “La riforma costituzionale non cambia i poteri del presidente del Consiglio. La riforma che proponeva Berlusconi, la riforma che proponeva D’Alema; quelle riguardavano i poteri del presidente del Consiglio. La nostra non cambia i poteri, quindi indipendentemente che passi il Sì o passa il No al referendum, i poteri del presidente del Consiglio resteranno gli stessi”.

Campagna di comunicazione: “Mi hanno chiesto di spersonalizzare il referendum e io ho spersonalizzato e sparecchiato tutto, così che possiamo leggere il quesito referendario. La mia strategia di comunicazione è distribuire il fac simile con i cinque quesiti previsti per dire Sì o No a: riduzione del numero dei parlamentari, contenimento dei costi delle istituzioni, abolizione del Cnel, revisione del titolo quinto della Costituzione. Chi vota No non fa peccato mortale, ma lascia le cose come stanno adesso”.

Bicameralismo paritario: Alcuni sostengono che i padri costituenti volevano il bicameralismo paritario. In realtà Dc e Pci volevano cose diverse e, non mettendosi d’accordo, hanno fatto due istituzioni fotocopie. Leggete Dossetti, Iotti, Berlinguer o Einaudi sul bicameralismo paritario. Non si è trattato di una scelta, ma un compromesso. Il mondo va veloce e noi abbiamo la Camera e il Senato che fanno le stesse cose. Nessun supererà bicameralismo paritario, chi promette un’altra riforma sono quelli che quando hanno avuto la possibilità di governare loro, le riforme le hanno promesse ma non le hanno mai fatte. Ed è ora di farla finita. Se torneranno loro faranno un altro bel patto della crostata, una bicameralina…”.

La risposta a Di Maio: “C’è chi parte per cambiare la storia e alla fine cambia la geografia: Di Maio, confondendo il Cile con il Venezuela, ha paragonato l’Italia al Cile di Pinochet ed è triste che qualcuno si permetta di dire che l’Italia è come una dittatura. soprattutto per chi ha visto morire amici e parenti per la libertà. Chi vota No non significa che non meriti il nostro rispetto, ma non giochiamo con le parole pesanti. Se l’Italia viene paragonata al Cile dove la gente veniva torturata non sta offendendo me, ma la Repubblica italiana che io sono onorato di servire. Chi usa queste parole non si rende conto di cosa sta dicendo”.

L’appello finale: “Spesso non ci rendiamo conto di avere tra le mani il Paese più bello nel mondo, ma la parte più bella è il nostro volontariato. Se non vogliamo che il nostro Paese sia bello solo per il nostro passato, se vogliamo portare questo Paese nel futuro, chiedo a tutti una mano per scrivere il futuro dell’Italia, per una crescita non solo economica, ma anche civile e culturale”.

 

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