Renzi incassa consensi negli Usa. Clinton: “Ha la giusta visione”

Sinistra
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Il premier italiano è la possibile guida europea di un “nuovo movimento progressista internazionale”, dice Matt Browne

“Un buon discorso. Ha l’entusiasmo e una genuina intelligenza. Tutto il resto si può imparare”. È il giudizio che ha dato l’ex presidente statunitense Bill Clinton di Matteo Renzi e del suo intervento al dibattito promosso dalla Clinton Global Initiative, in un’intervista all’agenzia La Presse. Il presidente del consiglio italiano ha – per l’ex promotore della Terza Via sull’altra sponda dell’Atlantico – “la giusta visione” sul futuro dell’Europa, che vada al di là del semplice aspetto economico: “Io fondamentalmente sono d’accordo, perché se è solo economia, allora ogni volta che c’è una contrazione le persone penseranno solo per sé”.

“L’Europa componga le sue differenze interne”

Clinton spiega che “non ci sono vittorie permanenti, nella politica come nella vita”, per questo “la cosa importante è avere la giusta visione. Perché se hai la giusta visione almeno puoi inciampare nella giusta direzione. Perciò non penso che gli eventi che sono avvenuti, la crisi ucraina, quella greca e le altre questioni, debbano distruggere l’idea che nel lungo periodo i Paesi europei debbano avere un futuro comune”. Insomma, “tedeschi, italiani, spagnoli, francesi devono trovare un modo di comporre le differenze”.

Il premier ha quindi incassato i complimenti di Bill Clinton. Secondo il 42esimo presidente americano, il presidente del consiglio italiano “ha fatto cose notevoli in Italia considerando cosa ha attraversato”. L’ex inquilino della Casa Bianca ha lodato quanto spiegato poco prima dallo stesso Renzi secondo il quale l’Europa deve trovare una visione comune. “Non dovrebbe rinunciare a quel sogno”, ha continuato Clinton. “Continua così. Non possiamo separarci gli uni dagli altri”, ha concluso l’ex Commander in Chief.

La risposta di Renzi è arrivata dopo che durante il dibattito il giornalista di Cnn, Fareed Zakaria, ha chiesto se il premier è il Clinton o il Blair italiano. Alla domanda Renzi aveva risposto scherzando: “Dopo la sua definizione fermo la mia carriera. Mi dimetto. Grazie a tutti. Arrivederci”. Renzi ha spiegato: “Il paragone con Clinton non è neanche lontanamente fattibile, Clinton ha cambiato il suo Paese con una straordinaria capacità, otto anni di crescita economica, di investimento nell’educazione e nell’innovazione”.

Renzi con Clinton e Soros

Renzi: Italia leader Ue tra 10 anni
“Un anno fa quando avevo incontrato gli investitori americani avevo fatto l’elenco della lista delle cose che volevamo fare. Adesso sono molto contento che questa lista sia al 90% già realizzata”, ha aggiunto Renzi. Oggi il premier avrà altri incontri, compreso quello da Bloomberg, dove – come lo scorso anno – tornerà a parlare con la comunità  degli investitori americani.

Matteo Renzi è convinto che tra dieci anni l’Italia sarà un paese leader in Europa: “Noi dopo un anno e mezzo abbiamo fatto un importante numero di riforme, dunque le cose stanno accadendo in Italia perché si è rotto l’incantesimo, il sortilegio per cui sembrava che le cose non si potessero fare”. Adesso però il Paese si trova davanti a una grande sfida. “Dobbiamo dare fiducia e serenità e uscire da questa visione che l’Italia è un Paese finito e pieno di difficoltà. Abbiamo i nostri problemi e li superiamo. Siamo un grande paese quando ce ne renderemo conto l’Italia svolterà”, ha concluso il premier.

“Renzi leader più forte tra i progressisti”
D’accordo sul ruolo centrale del nostro Paese è anche Matt Browne, ex consigliere di Tony Blair passato recentemente dal think tank blairiano Policy Network a quello clintoniano Center for American Progress, fondato da John Podesta. Intervistato da Marilisa Palumbo sul Corriere della sera, Browne invita gli italiani a non sottovalutare la loro importanza nel quadro internazionale ed elogia Renzi: “In questo momento è il leader più forte del campo progressista – spiega – E con Angela Merkel è anche il leader più forte in Europa”. Browne ritiene quindi che sia arrivato il momento per “un nuovo movimento internazionale progressista” e punta su Renzi come “la guida sul fronte europeo”.

Per evitare l’inciampo dell’ala blairiana del Labour, con la vittoria al congresso di Jeremy Corbyn, Browne suggerisce a Renzi di “rafforzare il partito” sul piano organizzativo, mentre liquida lo scontro con la sinistra interna del Pd:” A sinistra ci sono quelli che vogliono assicurare crescita e giustizia sociale cambiando i loro Paesi come hanno fatto Clinton e Blair e quelli che sono sempre stati a loro agio fuori e dentro il potere ma non si sono mai impegnati a cambiare veramente le cose”.

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