Renzi inaugura 6 domus a Pompei: “Basta con le opere incompiute”

Cultura
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“Facevamo notizia per i crolli adesso facciamo notizia per i restauri”

“Pompei è il simbolo di un’Italia che riparte” e quella di oggi è “l’occasione per dire che l’Italia è in grado di giocare la propria potenza straordinaria. L’Italia è nelle condizioni di poter essere quello che è: un paese-faro”.

Con queste parole il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, interviene durante la cerimonia di riapertura delle sei domus restaurate a Pompei. Gli ambienti termali della Casa del Criptoportico, l’antica ‘tintoria’ Fullonica di Stephanus, e ancora la Casa dell’Efebo, ricca dimora di mercanti con le fastose decorazioni delle pareti e dei pavimenti. Oggi riaprono al pubblico le domus dopo il restauro reso possibile dal ‘Grande progetto Pompei’ e realizzato dalla Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.

Finisce così la stagione in cui Pompei era in ritardo, sottolinea il premier. “Ma c’è qualcosa in più – aggiunge -, con questo restauro possiamo dire che l’Italia è nelle condizioni di dire basta alle cosa lasciate a metà e se smettiamo di piangersi addosso possiamo tornare a essere quello che il mondo si aspetta, un Paese leader”

Il premier, accompagnato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, coglie anche l’occasione per fare un bilancio: a fronte di 105 milioni stanziati dall’Ue in cofinanziamento con lo Stato, cui vanno aggiunti altri 34 milioni reimpiegati, sono state bandite 51 opere per 127 milioni. Insomma, sintetizza Renzi parlando nella cornice della Basilica degli scavi: “Ci sono ancora denari da spendere e vanno spesi bene. Ma non un cantiere ha avuto un aumento di spesa e quest’anno ci sono stati 3,2 milioni di visitatori a Pompei, il 20% in più rispetto all’anno prima”.

A Roma, come sui territori. “Se la Campania si mette a fare quello che può fare, tira su il Pil dell’Italia”, afferma. Oggi e’ partita la gara per la rimozione delle ecoballe dalla terra dei fuochi: “Un lavoro – si complimenta con Vincenzo De Luca – straordinario”.

Il rilancio del sito archeologico, aggiunge poi, è anche un importante messaggio al terrorismo internazionale: “Dimostriamo che siamo i figli di una grandissima storia, che siamo capaci di rappresentare qualcosa di grande, di nutrire l’anima”.

E poi, gli auguri di Natale, auspicando che gli italiani riescano a “tornare a stupirsi e meravigliarsi” di quello che questo Paese rappresenta e, ancora, l’invito a saper guardare in modo nuovo a “ciò che soltanto noi abbiamo”.

“Se nel corso del 2016 manterremo la stessa intensità e grinta avuta in questo anno – conclude il presidente del Consiglio – il Paese sarà in grado di dare non solo una risposta a livello economico, ma anche a livello di emozioni e di voglia di fare”.

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