Renzi in Russia da “ospite d’onore”: sul tavolo tanti contratti, ma anche le sanzioni

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epa04648875 Italian Prime Minister Matteo Renzi (L) during a joint press conference with Russian President Vladimir Putin (R) following their meeting at the Kremlin in Moscow, Russia, 05 March 2015. The leaders discussed prospects for further development of bilateral cooperation between their countries.  EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV / RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

Il premier volerà domani a San Pietroburgo, dove venerdì incontrerà Putin. Il Forum di San Pietroburgo vede protagonista quest’anno il nostro Paese

Oltre diecimila imprese partecipanti, in rappresentanza di 120 Paesi. Tra queste, 22 aziende italiane che quest’anno avranno il ruolo di ospiti d’onore, all’interno del padiglione “L’Italia in Russia”. Per capire l’importanza del Forum economico di San Pietroburgo che si apre oggi, basti ricordare che lo scorso anno i contratti firmati nella cosiddetta ‘Davos russa’ raggiunsero il valore di 4,5 miliardi di dollari.

Qui arriva oggi il premier italiano Matteo Renzi, che domani parteciperà prima a un appuntamento pubblico, per poi incontrare faccia a faccia il presidente Vladimir Putin (una curiosità, contemporaneamente al match tra Italia e Svezia per gli Europei di calcio). Un bilaterale carico di significati economici, ma soprattutto politici. La scelta di riservare al nostro Paese il ruolo di ospite d’onore dell’edizione di quest’anno del Forum è certamente legata anche alla linea tenuta in ambito europeo e non solo in merito alle sanzioni imposte alla Russia, a seguito della crisi ucraina. Sanzioni che, con ogni probabilità, saranno rinnovate anche dopo la scadenza del 31 luglio, ma passando – è la richiesta italiana – per una “discussione politica” all’interno dell’Ue, senza alcun automatismo. A ribadirlo ieri alla Camera durante il question time è stato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

 

 

Renzi e Putin nel loro quinto faccia a faccia (gli ultimi erano stati all’Expo di Milano e a margine del G20 in Turchia) discuteranno anche di questo tema, ma le autorità russe hanno smentito le voci comparse sulla stampa che dipingevano questo come l’argomento centrale dell’incontro. “La Russia – ha scritto il premier italiano nella sua ultima eNews – deve rispettare i paletti degli accordi di Minsk e noi siamo impegnati in questa direzione. Pensiamo anche che la comunità internazionale sia più forte nella lotta al terrorismo e nella gestione dei vari dossier se il governo di Mosca è coinvolto. Per questi motivi la nostra missione in Russia – cui parteciperà anche un altro leader europeo, il presidente Juncker – è una occasione di dialogo che spero sia utile per recuperare stabilmente le relazioni del passato”.

In attesa di riaprire anche altri canali economici, la cui interruzione è costata finora all’export italiano oltre 3,5 miliardi di euro, la delegazione capitanata da Renzi (con il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda) sarà formata da aziende operanti nei cinque settori maggiormente rappresentativi del made in Italy da queste parti: meccanica-alta tecnologia, energia (sono otto i contratti che saranno firmati in questo ambito), agro-industria, infrastrutture, finanza. Tra i manager che arriveranno a San Pietroburgo ci sono Giovanni Bazoli (Banca Intesa Sanpaolo), Mauro Moretti (Leonardo), Claudio Descalzi (Eni), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Patrizia Grieco (Enel), Guido Barilla (Barilla), Luigi Scordamaglia (Inalca), oltre ai vertici di Cassa depositi e prestiti. Queste imprese, insieme alle altre presenti, saranno ospitate nei 1500 metri quadri del padiglione italiano.

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