Renzi sfida la sinistra Pd: “Facciamo il congresso e vediamo chi è in maggioranza”

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Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante un incontro con gli imprenditori del Friuli Venezia Giulia al Teatro Nuovo, Udine, 17 ottobre 2015. ANSA/ PALAZZO CHIGI/ TIBERIO BARCHIELLI   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

“M5S la più grande delusione, Berlusconi dalla Lega chiude la sua parabola”

“Se guardiamo alle riforme che stiamo facendo, al di là dei provvedimenti specifici, stiamo cambiando la politica”. È un Matteo Renzi molto determinato a difendere l’operato del suo governo quello che parla alla assemblea dei gruppi parlamentari del Pd riunita all’Auletta di Montecitorio.

“L’Italia è ripartita – dice il premier-segretario ai parlamentari del suo partito – per la prima volta i dati economici sono stati sottostimati dal governo,  per la prima volta dal 2007 il rapporto debito/Pil è sotto il 2,5%. E il jobs act sta dimostrando il suo aspetto migliore. Le previsioni nefaste sono state sconfitte. Tutte le previsioni europee dicono che l’Italia è ripartita, che è un presidio di stabilità”. E poi una battuta: “La decrescita va bene a chi sta nei salotti, all’Italia serve la crescita”.

Renzi non è stato tenero con i suoi avversari. “Il M5S è la più grande occasione perduta per chi ha creduto nel cambiamento: a Imola hanno discusso del leader, non del cambiamento”. “Sono patetici”, dice alludendo alla proposta Lauricella favorevole al premio alla coalizione duramente contestata da grillini, proposta che il premier dice di non condividere.

Molto duro anche con Silvio Berlusconi, il premier: “Con la partecipazione alla manifestazione della Lega Berlusconi conclude la sua parabola”.

Il fossato con la sinistra interna negli ultimi giorni è sembrato approfondirsi. Renzi è polemico: “Noi abbiamo salvato l’onore della sinistra in Europa. Ma vi ricordate dove eravamo due anni fa?”.

E rivolto alla minoranza: “La legge di Stabilità è di sinistra come la nostra impostazione”. Non si può tornare alla sinistra che dice “anche i ricchi piangano”: “Io non condanno il mio partito al suicidio. Si faccia il congresso e si veda chi è in maggioranza”.

Nel merito, Renzi ha negato che ci siano meno soldi sulla sanità e sul fisco è stato netto: “Se volete qualcuno che aumenti le tasse cercatevi un altro premier”.

 

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