Renzi: “Il sistema è solido, investire in Italia oggi è un’opportunità”

Banche
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene durante gli "Stati generali sui cambiamenti climatici e la difesa del territorio" nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, Roma, 22 giugno 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Intervista a tutto campo del premier al Sole 24 ore: dalle banche all’Europa, dalla manovra alla riforma PA

“C’è una manovra su alcune banche, punto. Ma il sistema è molto più solido di quello che legittimamente alcuni investitori temono“. In un’intervista a tutto campo rilasciata al Sole 24 Ore, il premier Matteo Renzi affronta molte della tematiche di maggiore attualità politica: dal conflitto con l’Europa alla trasparenza dei mercati, dalla legge di stabilità alle riforme, all’Ilva.

Sulle banche il presidente del Consiglio sottolinea che non c’è nessun attacco all’Italia: “Gli eventi di queste ore agevoleranno fusioni, aggregazioni, acquisti. E’ il mercato, bellezza. Il Monte dei Paschi oggi è a prezzi incredibili, la soluzione migliore sarà quella che il mercato deciderà. Mi piacerebbe tanto fosse italiana, ma chiunque verrà farà un ottimo affare. Investire in Italia oggi è una ghiotta opportunità, gli analisti lo sanno”.

Altro nodo centrale in questi giorni sono i rapporti con l’Europa. Renzi crede che “la politica economica europea vada cambiata”. L’Italia, spiega, “non mostra i muscoli, ma dobbiamo smetterla col provincialismo di chi passa le giornate a pensare che Bruxelles sia infallibile“. Nessuna polemica insomma, “solo proposte” e “gli alleati non mancano”. Sulla flessibilità Renzi rimarca che “non à una concessione”, ma “una regola dell’Unione Europea, un preciso impegno di Juncker e dei suoi”. E sulla legge di stabilità sottolinea che non c’è rischio di correzione in primavera: “Stiamo parlando di qualche decimale di differenza, per una volta non ho sentito una critica”.

Poi un messaggio a Juncker: “Il mio partito è il partito più votato in Europa, con oltre undici milioni di voti. Se Juncker è lì, è grazie anche ai voti del Pd e del Pse. Non sono permaloso. Se Juncker sbaglia una conferenza stampa, pace. Se Juncker sbaglia politiche, allora sì che mi preoccupo”. Ma quando da Bruxelles si denuncia che a Roma manca un interlocutore Renzi riconosce “un punto di verità: l’Italia ha investito meno del dovuto nella creazione di una tecnostruttura in grado di essere squadra”.

Il presidente del Consiglio parla poi dei nodi interni: sulla riforma della contrattazione invita le parti sindacali a fare la loro parte, mentre sull’ingresso di Cdp nel capitale di Telecom decideranno i vertici dell’istituto. Sull’Ilva il governo non accetterà che “sia uccisa dalle lobby di acciaieri di altri Paesi”. Tra le riforme, conclude, “quella della Pa segna un buon passo in avanti” e poi sul referendum costituzionale conferma: “Se perdo il referendum, lascio la politica“.

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