Renzi: “Ecco il nuovo codice degli appalti, un altro passo per sbloccare l’Italia”

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“La corruzione si combatte mettendo regole più semplici e non complicate”

“La settimana è iniziata con l’approvazione della più importante riforma costituzionale e si chiude con l’approvazione della mastodontica approvazione del codice appalti”. Con queste parole il premier Matteo Renzi presenta il nuovo codice degli appalti insieme al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

“Una riforma strutturale, un passo in avanti importante”, ci tiene a sottolineare il premier precisando che attraverso le nuove norme sulle concessioni pubbliche si passerà 2100 articoli e commi a 217 articoli.

“Oggi abbiamo un sistema che parte da 36 mila stazioni appaltanti, con 14 anni di media per realizzare un’opera pubblica superiore ai 100 mln, una follia totale” mette in evidenza Renzi. “In 14 anni i tempi morti burocrazia pesano per oltre un terzo, di 14 anni ne butti via 4 di burocrazia, una cosa allucinante. Non solo, è un sistema talmente complicato e arzigogolato che permette alla corruzione di annidarsi”.

Insomma, puntualizza il premier: “Il codice degli appalti introduce una disciplina più semplice, con meno norme ed è una grande battaglia contro la corruzione. Perché la corruzione si combatte mettendo regole più semplici, non più complicate”.

Addio legge Obiettivo, torna centrale la programmazione delle opere infrastrutturali.
Entrando nel merito, il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, sottolinea come con il nuovo codice archivi la legge Obiettivo, dove tutto era urgente e prioritario per “tornare a una sana e pragmatica concretezza. Credo sia una grande rivoluzione della normalità e della semplicità – aggiunge il ministro – dove il progetto ritorna centrale”.

Tra le novità ci sarà l’albo dei collaudatori e un albo delle imprese. C’è poi una nuova norma sulle concessioni: “Il rischio operativo – spiega ancora il titolare delle Infrastrutture – è in capo al privato, il privato si prende i suoi rischi. Sappiamo che per sbloccare le opere bisognava riformare le regole e questo è quello che abbiamo fatto con il codice appalti”.

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