Renzi: “Il 4 dicembre sarà un’occasione per fare chiarezza”

Referendum
Il presidente del consiglio Matteo Renzi interviene all' Assemblea per il mezzogiorno alla mostra d'Oltremare di Napoli, 13 Novembre 2016. ANSA/CESARE ABBATE

Il premier interviene all’Assemblea nazionale sul Mezzogiorno: “Sì ad altre risorse sul Sud, ma classe dirigente cambi”

Il referendum costituzionale del 4 dicembre rappresenta una “occasione”, uno “spartiacque per fare chiarezza” sul futuro del Paese. Il premier Matteo Renzi è intervenuto all’Assemblea nazionale sul Mezzogiorno, a Napoli, per parlare di Sud e ribadire l’importanza del prossimo passaggio referendario. “La semplificazione – ha detto – non è solo ridurre le poltrone: se si definisce un sistema istituzionale più semplice, si può aprire un ragionamento nuovo per il futuro del nostro Paese”.

Il Presidente del Consiglio ha ricordato che nei due anni e mezzo di governo (“in settimana faremo i primi mille giorni, ma non vi preoccupate per i prossimi mille, ogni tanto si vota…”), si è lavorato per mettere a posto il passato, come nel caso del Jobs Act che non solo ha aumentato l’occupazione, ma ha anche diminuito gli inattivi, “una riforma che andava fatta 15 anni fa”. Ora bisogna guardare al futuro, innanzitutto aprendo una discussione in Europa: “Non possiamo dare soldi a chi costruisce muri contro i migranti”. Poi mette in risalto il tema della capacità dei territori di attrarre grazie a un processo che tenga assieme ricerca, università e sburocratizzazione. E a suo giudizio c’è un problema di narrazione del Mezzogiorno, ma anche di tutta l’Italia: “Se le grandi aziende della pizza sono tutte multinazionali americane significa che sono stati capaci di commercializzarla pur non avendola inventata”.

Mezzogiorno
“I soldi per il Sud ci sono se c’è anche la volontà della classe dirigente del Mezzogiorno di cambiare e quella della classe politica romana di vivere senza pregiudizi. Il Mezzogiorno deve tornare al centro del dibattito ma non con i vecchi schemi. No a un Mezzogiorno che chiede. Sì a un Sud che si mette in moto con la sua classe dirigente che ha diritto di chiedere allo Stato centrale di non voltarsi dall’altra parte e di non vivere di pregiudizi. Per questo però serve una classe dirigente che non viva di rassegnazione”. “Noi – ha ribadito Renzi – i soldi siamo pronti a metterli nel Mezzogiorno, anche più di quelli dati ad oggi. Non sono mancati i soldi in questi anni ma un disegno organico. Inoltre si devono mettere al bando i meccanismi clientelari. Alle aziende dico di dividersi tra imprenditori e prenditori. In molti, infatti – ha detto – hanno preferito portare a casa incentivi e risorse piuttosto che investire”

No a fondi Ue a chi alza muri anti-migranti, pronti a veto
“L’Italia è orgogliosamente paese contributore dell’Unione Europea: diamo 20 miliardi e ne recuperiamo 12; gli altri 8 vanno ai Paesi che devono crescere e che si presentano insieme. Bisogna aprire un tavolo in Europa – ha affermato – quegli 8 miliardi di differenza non possono andare per costruire muri in quei Paesi per respingere i migranti. Lo facessero con i soldi loro”. “Devi avere il coraggio di dire: ‘non ho la macchina del tempo e non posso tornare indietro’ ma siccome a primavera si comincia a parlare di bilancio, noi mettiamo il veto sul bilancio”.

Lettera agli italiani all’estero? Lo hanno fatto anche Berlusconi e Bersani
Il premier parla anche delle polemiche relative alle lettere inviate agli italiani all’estero in vista della consultazione: “Pur di non parlare del quesito, ogni giorno ne inventano una. Come per la lettera agli italiani all’estero, cosa che in passato avevano fatto sia Berlusconi che Bersani“.

Pubblica amministrazione
Sulla proposta di De Luca dei 200mila posti di lavoro nella pubblica amministrazione, Renzi replica che “non si deve tornare alla Cassa per il Mezzogiorno. Io non entrerei nel merito dei numeri perché lì l’accordo si trova. Il problema è cosa vogliamo fare della pubblica amministrazione. Ci sono settori dove la logica del timbro prevale ancora su quella del click. Non dobbiamo generalizzare, ma esiste un problema di gestione. Va deciso il modello di gestione dello Stato nei prossimi anni, ma in alcune categorie va sbloccato il turn over e noi l’abbiamo fatto. A livello centrale bisogna smettere di pensare che gli sprechi siano solo nei territori e che i tagli vadano fatti solo in periferia – ha proseguito Renzi -, ma dall’altro lato si deve dire che si tornerà ad assumere nella P.A., ma questa non sarà la panacea di tutti i mali. Servono più ricercatori, non più dipendenti nei ministeri. Non c’è una soluzione teorica, numerica, serve una riflessione nel merito”.

Vedi anche

Altri articoli