Renzi: “I partitini di sinistra non fanno vincere”

Governo
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi interviene durante gli "Stati generali sui cambiamenti climatici e la difesa del territorio" nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, Roma, 22 giugno 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

“Essere di sinistra significa lottare contro il precariato” ha dichiarato il premier

“Credo che essere di sinistra non sia fare i convegni o organizzare piccoli partiti che non vinceranno mai. Essere di sinistra, e ancora prima essere per la giustizia sociale e per l’uguaglianza, significa lottare contro il precariato”. Lancia una stoccata a Sinistra Italiana il premier Matteo Renzi nella sua Enews settimanale nella quale rivendica il successo del Jobs Act e della Buona Scuola che “negli ultimi vent’anni” rappresentano le uniche due leggi che “hanno ridotto il precariato” nel Paese, dichiara Renzi.

“La mia generazione – ha osservato il presidente del Consiglio – è cresciuta all’insegna del precariato. Doveva essere flessibilità, spesso era solo precariato, talvolta al limite dello sfruttamento“, mentre, aggiunge il premier, “ieri altri cinquantamila insegnanti italiani, costretti per anni a un precariato umiliante e disorganizzato, hanno ricevuto la proposta di assunzione a tempo indeterminato. Un altro impegno mantenuto”.

Sempre parlando della scuola, Renzi ha ricordato chi si opponeva al piano del governo perché “diceva che avremmo ‘deportato’ i professori” e ha aggiunto: “Evito di dire quello che penso rispetto all’espressione infame della deportazione che richiama una storia di dolore inenarrabile. Mi limito ai fatti. In Puglia su 4037 posti disponibili, hanno ottenuto la cattedra nella provincia indicata 3683 docenti. 269 sono stati nominati in altra regione per loro scelta, 85 sono venuti da altre province. 380 insegnanti sono stati assegnati a un’altra provincia. Dunque fuori regione andranno in 150″, ha chiarito il premier.

Non sono mancate nemmeno frecciatine al centrodestra, questa volta da un’intervista rilasciata a Die Welt. Renzi ha definito “Berlusconi il passato, io mi occupo del futuro”, e ha sottolineato come “due anni fa” l’Italia fosse “bloccata e impotente. Gli italiani ne avevano abbastanza. Volevano un altro passo. Sono entrato in gioco – ha dichiarato al quotidiano tedesco – con il proposito di non finire come la Grecia ma di fare meglio della Germania. Oggi l’Italia è tornata ed è sulla giusta via”.

E ancora l’Expo e le idee del governo per non abbandonare l’area. Il Padiglione Italia, assicura Renzi non chiuderà “neanche un giorno”, ma verrà trasformato in “un luogo di eccellenza mondiale”. C’è spazio per le università milanesi, per le aziende, per il mondo delle fondazioni e del terzo settore”. “Il punto è semplice: il governo ha una proposta forte, visionaria, in grado di costruire un’Italia leader di un nuovo umanesimo per i prossimi decenni. I soldi ci sono. Adesso vediamo se c’è la volontà da parte di tutti”.

Nella sua Enews affronta anche la questione migranti: “È inutile dire ‘aiutiamoli a casa loro’, se poi non aumentiamo i fondi per la cooperazione, non investiamo di più in Africa e non creiamo rapporti istituzionali e diplomatici più forti. È quello che stiamo provando a fare. E pensiamo che questo sia l’unico modo per dare all’Europa un’anima. Non è solo un parametro, l’Europa” si legge sulla Enews settimanale.

E non manca un commento sulla vittoria di Aung San Suu Kyi, una vittoria che “allarga il cuore”, scrive ancora il premier, che dedica un “pensiero carico di ammirazione per questa donna così forte”.

“In una enews di qualche mese fa – conclude il premier – ero ancora sindaco di Firenze, condivisi con voi l’orrore per una giovane ragazza pachistana che era stata picchiata a sangue e vessata dal padre perché non voleva che lei vivesse libera. Quella vicenda mi colpì molto. Vorrei condividere con voi oggi una piccola decisione del Consiglio dei ministri della quale sono orgoglioso: nella seduta di venerdì scorso abbiamo conferito la cittadinanza italiana a quella ragazza. Che adesso può dirsi con orgoglio cittadina italiana”.

 

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