Renzi: “Governo e Pd pronti ad ogni sforzo, adesso tocca a Marino”

Roma
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in visita alla Festa dell'Unità a Roma, 27 luglio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Il premier scrive al Messaggero: “Noi ci siamo, purché dal Comune arrivino proposte e non solo polemiche a distanza”

“Ignazio Marino sa che il Pd sta facendo tutti gli sforzi per dargli una mano, il Governo è pronto a continuare. Adesso tocca lui presentare progetti credibili e concreti, dalla visione strategica fino alle buche per le strade o alla pulizia dei tombini quando piove”. In una giornata cruciale per l’amministrazione della Capitale, in cui verrà varata la nuova Giunta, il presidente del Consiglio Matteo Renzi scrive una lettera al Messaggero in cui spiega la posizione sua, del governo e del Partito Democratico.

Roma ha eletto un Sindaco, appena due anni fa. A lui oneri e onori. Il Pd capitolino, ben guidato in questa fase di commissariamento da Matteo Orfini, ha un obiettivo unico e semplice: dare una mano a Roma. Non ci interessa puntellare una Giunta, fare un rimpasto, scambiare poltrone”, scrive Renzi. “Noi ci siamo. Siamo pronti sul Giubileo, siamo pronti sulle Olimpiadi, siamo pronti sulle infrastrutture, siamo pronti sulle periferie, siamo pronti sulle aziende partecipate. Purché dal Comune arrivino proposte, non polemiche a distanza. Il Sindaco dia un segnale! E si interrompano una volta per tutte le manovre di piccolo cabotaggio figlie di una cultura politica vecchio stampo, che dovrebbe essere superata”.

Renzi ha partecipato ieri sera, a sorpresa, alla Festa dell’Unità di Roma, anticipando di un giorno la sua visita prevista inizialmente per oggi. Nessun dibattito, nessuna intervista, nessun intervento dal palco. Solo strette di mano, selfie, una partita a biliardino e rassicurazioni ai militanti preoccupati. Il presidente era accompagnato da Luca Lotti, Matteo Orfini e Stefano Esposito, ha salutato e ringraziando i volontari che da 40 giorni animano la festa. Il segretario del Pd ha sfruttato la visita anche per fare un nuovo sondaggio sul gradimento al sindaco. I militanti si sono dimostrati divisi e Renzi ha commentato emblematicamente: “Non riapriamo il dibattito”.

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