Renzi e la riforma costituzionale “Un treno che passa una sola volta”

Referendum
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento al teatro Toselli di Cuneo, ad una manifestazione per il Sì al referendum costituzionale, 14 settembre 2016. ANSA / US PALAZZO CHIGI - TIBERIO BARCHIELLI
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Il referendum, le destre e l’opposizione alle riforme: intervista de Il Foglio a Matteo Renzi

Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum. La sinistra, ormai, è in larghissima parte con noi”. Così il premier Matteo Renzi ragiona in una lunga intervista con Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio. “La questione vera oggi è la destra. E l’elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito vota Sì e sono certo che alla fine andrà così. Sulla scheda elettorale in fondo non cè scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Il governo Renzi può essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona”, sottolinea.

Il presidente del Consiglio spiega di aver scommesso così tanto sul referendum “per un motivo politico e per un motivo pratico. Questa legislatura è nata male”, spiega, “con un blocco totale, con un’oggettiva e potenziale non governabilità. Alla luce di questa premessa non dobbiamo dimenticare come siamo arrivati fin qui: il presidente della Repubblica mi ha dato l’incarico di fare il governo per fare le riforme e questa è la madre di tutte le riforme“.

“Dopo di che c’è il lato pratico. Per essere competitivi a livello internazionale e per avere la possibilità di contare di più in Europa occorre semplificare il nostro sistema istituzionale. L’attuale equilibrio non funziona più. E chi non vuole cambiare sistema significa che si sta rassegnando a non volere cambiare l’Italia”. Sul referendum per Renzi a perdere un’occasione è anche Berlusconi, che oggi compie 80 anni: “Penso che nella storia Berlusconi sarà ricordato tra cento anni per le cose che ha fatto nel calcio, nell’edilizia, in televisione. In politica, invece, sarà ricordato soprattutto per le cose che non ha fatto“, sottolinea. “Questo referendum oggi è una delle tante occasioni che Berlusconi sta perdendo”.

Storia simile a quella del Movimento 5 Stelle che di occasione ne sta perdendo tante per essere davvero incisiva, Renzi no ha dubbi: “A forza di dire no la legge dantesca del contrappasso ti porta a riprenderteli tutti quei no, persino dai tuoi candidati assessori. Chi dice solo no, non vuole neppure provare a governare”.

Poi la questione europea: “I prossimi mesi sono quelli decisivi. Scommettiamo su due punti. Sull’immigrazione abbiamo un nostro piano chiaro che è il Migration compact in Africa e dimostreremo ai nostri colleghi in Europa che non c’è alternativa a questa strada per regolare i flussi migratori. Sull’economia crediamo sia necessario stimolare un piano fiscale, sotto forma di sgravi, che possa rimettere in moto gli investimenti, e non solo nel nostro Paese”.

Quanto alle elezioni americane, “se vince Trump è difficile fare previsioni su tutto”, dice il premier, “se fossi americano voterei senza dubbio per Hillary Clinton. Ma se dovesse vincere Trump entreremmo in uno scenario tecnicamente inedito. Ce ne occuperemo al momento opportuno, sperando di non dovercene occupare mai“.

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