Manovra, ora è braccio di ferro con Bruxelles. Renzi: “Basta polemiche, entriamo nel merito”

Legge di Bilancio
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Il testo della manovra dovrebbe essere trasmesso alle Camere entro il 20 ottobre

“L’Europa abbandoni gli egoismi e dia finalmente una mano concreta all’Italia sui migranti, così si potranno anche ridurre le spese. E le opposizioni la smettano di dire solo no e guardino senza ideologie alla manovra, che conferma i finanziamenti alla sanità e tende la mano ai pensionati”. Dopo il via libera alla nuova legge di Bilancio da 27 miliardi, Matteo Renzi difende con forza il lavoro del governo, a partire dall’addio ad Equitalia, simbolo “vessatorio” con relativa “rottamazione” delle vecchie cartelle, che risponde alla logica “pagare meno, pagare tutti”.

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Anche ospite a Radio 105, Matteo Renzi rincara la dose: “Borbottano tutti, uno in più uno meno… ce ne faremo una ragione”. “Non è la manovra risolutiva, non credo alle bacchette magiche. Ma si fa un passettino in avanti su tutti i fronti, passo dopo passo, dopo anni in cui i politici mettevano i soldi nel portafoglio dei cittadini per poi togliergli il portafoglio”, ha detto Renzi. “Tutti a dire che è una promessa elettorale, tutti a domandarsi chissà cosa c’è dietro… Uno che guardasse il merito delle misure. Invece di fare polemiche ad personam, si entri nel merito. Sono i soldi degli italiani. Per esempio il credito alle imprese, mi si dica sì o no”.

Un discorso che Renzi fa anche per l’abolizione di Equitalia: “Lo dico dal 2010, dalla Leopolda. Alla prima Leopolda c’è era la nostra proposta: fatturazione elettronica, fisco amico non vessatorio: si pagano le cartelle, non i superinteressi immaginati finora, se mi scordo di pagare una multa arriva un sms, non l’ufficiale giudiziario. Io l’ho detto e l’ho fatto, tutti gli altri da M5s a Fi, ora che fanno? Votano a favore o dicono no anche stavolta?“.

Alla minoranza interna Renzi invece dice: “A tutti i soloni che dicono che così si aumenta l’evasione, vorrei far notare che il governo Renzi ha fatto più di tutti gli altri: 14,9 miliardi nel 2015 è record su base annua”.

Anche Massimo D’Alema l’ha criticata, definendola ”abbastanza elettorale”. Una critica a cui ha risposto la ministra per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi: “La legge di bilancio è una manovra per i cittadini” e, soprattutto, è la conferma che “noi manteniamo gli impegni”. Alle accuse delle opposizioni di fare propaganda, “noi rispondiamo con i fatti. Ogni impegno che abbiamo preso lo abbiamo mantenuto”, ha aggiunto.

Non solo critiche dall’interno. C’è anche la consapevolezza che l’esame più difficile sarà quello di Bruxelles; il premier per questo lancia una sfida ai partner europei (“Sono curioso di vedere quali rilievi potrebbero fare” ha detto).

Oggi l’Europa riceverà il documento programmatico di Bilancio con le linee principali di intervento della manovra e le indicazioni delle stime di crescita – all’1%, “non a portata di mano ma nemmeno impossibile” come ha sottolineato il dg della Banca d’Italia Salvatore Rossi.

Per il momento nessun commento ufficiale dalla Commissione europea sulla manovra varata dal governo. Bruxelles non si pronuncerà sui contenuti della legge di Bilancio italiana, fino a quando il testo non sarà esaminato e valutato nei tempi previsti, riferisce un portavoce dell’esecutivo europeo. Ma anche se pubblicamente ieri dalla Commissione è arrivato un “no comment”, alcuni dubbi sui contenuti sarebbero già stati già comunicati ai tecnici del governo.

Nel Draft Budgetary Plan, a differenza di quanto indicato nella nota di aggiornamento al Def, ci sarà invece il deficit al 2,3% (rispetto al 2%). Ma questo porterà di sicuro qualche difficoltà in più: alzare l’indebitamento, non è una mossa che piace a Bruxelles che vorrebbe che fosse mantenuto il patto informale stretto nelle scorse settimane con il governo: una flessibilità fino al 2,2% nel rapporto tra deficit e Pil. Le attuali percentuali però dovrebbe permettere di presentare il documento con la validazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio e, soprattutto, mettere a  servizio della Manovra altri 3 miliardi e mezzo di coperture.

Anche se il premier assicura che al di là delle “solite polemiche” le coperture “ci sono tutte”. Il testo della manovra dovrebbe essere trasmesso alle Camere entro il 20 ottobre.

Intanto si stanno definendo meglio anche alcuni capitoli: dalla spinta alla messa in sicurezza antisismica – con il sismabonus potenziato fino a un massimo dell’85%, esteso a seconde case e attività produttive anche della zona 3 di rischio, da scontare in 5 anni anziché in 10 – a quella per la riqualificazione energetica anche dei grandi palazzoni, con l’ecobonus più vantaggioso per i condomini che migliorano i consumi. Confermata anche, dopo lunga riflessione, una ultima tranche, selettiva, di sgravi per il lavoro stabile. I 700 milioni disponibili andranno alle assunzioni di giovani (che abbiano fatto il percorso di Garanzia Giovani o dell’alternanza scuola-lavoro) e per gli under 29 e over 50 nel Mezzogiorno.

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