Renzi difende la manovra e tira dritto: “Deficit più basso degli ultimi dieci anni”

Governo
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento nel corso della trasmissione 'In 1/2 h' condotta da Lucia Annunziata su Rai3, Roma, 23 ottobre 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il premier sulla lettera con le osservazioni della Commissione europea: “Non mi faccio dire cosa fare da qualche tecnocrate”

In attesa della lettera formale dell’Ue con le richieste di chiarimento sulla legge di Bilancio, Matteo Renzi rivendica le misure della manovra e prova a mandare un messaggio alla squadra di Juncker: “La legge di Bilancio è un passaggio importante per il nostro Paese – scrive nella sua enews – ci sono diverse buone notizie che sono state possibili nonostante un lavoro incredibile di abbassamento del deficit, visto che siamo a 2,3%, il livello più basso degli ultimi dieci anni”.

Nelle parole del premier non ci sono riferimenti diretti a eventuali rilievi della Commissione europea previsti per le prossime ore, ma l’osservazione sul deficit –  sulla cui dinamica Bruxelles nutre dubbi – fa pensare a un messaggio indirizzato ai tecnici di Bruxelles, nemmeno troppo velato. L’intenzione del governo, soprattutto in questa fase, è mantenere immutato il progetto di bilancio. E non solo in quanto ritenuto in linea con le regole europee, ma perché secondo l’esecutivo andrebbe incontro alle esigenze dei cittadini.

Nella sua enews il premier snocciola i punti fondamentali della legge di bilancio: dall’eliminazione di Equitalia ai due miliardi di euro in più sulla sanità; “i soldi di Industria 4.0 con un pacchetto di misure per la competitività che non ha eguali nel recente passato: l’abbassamento delle tasse, ulteriore”. E ancora: ”l’aumento delle pensioni per chi prende meno di mille euro: avranno una quattordicesima. E la possibilità di andare in pensione con qualche anno di anticipo con la formula Ape”.

Intanto l’invio della lettera con le osservazioni della Commissione europea è slittato a oggi. Oltre all’Italia, altri sei Paesi saranno i destinatari di lettere in cui si chiedono chiarimenti sulle leggi di bilancio: un passaggio che fa parte della procedura e del dialogo con Bruxelles e sul quale Palazzo Chigi non pone particolare preoccupazione. La linea è quella di minimizzare e andare avanti con le misure evidenziate di nuovo oggi dallo stesso premier.

Si lavorerà a una soluzione di compromesso dopo il 4 dicembre, ma al momento – questa la convinzione di Renzi – c’è un allarmismo ingiustificato. “Noi abbiamo fatto le cose in regola”, ha ripetuto il premier al Tg5, “ci sono delle clausole eccezionali. Non mi faccio dire cosa fare da qualche tecnocrate. E’ Bruxelles che ha qualcosa da farsi perdonare, noi pensiamo alla stabilita’ dei nostri figli”.

Da parte sua Bruxelles vuole evitare tensioni politiche con l’Italia. È chiaro che dai piani alti di palazzo Beymount (sede della Commissione) non c’è alcun interesse a ostacolare il governo italiano, anche in vista del referendum, ma è altrettanto vero che la squadra di Juncker non vuole – e non può – mostrarsi troppo accondiscendente nei confronti di Roma: ne uscirebbe troppo indebolita di fronte ai governi di stampo rigorista, Germania in primis. Non a caso il quotidiano conservatore Die Welt ieri ha preso di mira il governo italiano, accusandolo di ignorare le regole europee e chiedendo all’Ue di sanzionare Roma. Anche per questo, dunque, arriverà la richiesta di chiarimenti da Bruxelles: la lettera rappresenterà la quota politica dei cosiddetti falchi.

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