Renzi da Chicago: “Il futuro dell’Italia è meglio del passato”

Usa
Matteo Renzi e il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel. Chicago, 31 ottobre 2016. ANSA/UGO CALTAGIRONE

Matteo Renzi nel suo intervento all’incontro Italia-Usa sul manifatturiero a Chicago parla di Italia, politica e terrorismo

“L’Italia è in un momento particolare, molto buono. Dopo molte polemiche siamo finalmente in grado di creare e scrivere una nuova pagina per il futuro”. Lo ha detto Matteo Renzi nel suo intervento all’incontro Italia-Usa sul manifatturiero a Chicago. “Il parlamento ha approvato molte riforme, come quella per il mercato lavoro, il jobs act – ‘ho copiato l’espressione di Obama’, scherza – e abbiamo cambiato la legge elettorale che dà garanzie di stabilità”, dopo un passato che ha visto in 70 anni 63 governi.

Il distretto per l’innovazione voluto dal presidente americano Barack Obama nella sua Chicago si può dire parli italiano. In occasione del Forum “I3 – Impact, Innovate, Integrate”, a cui hanno partecipato il premier Matteo Renzi e il sindaco della città dell’Illinois, Rahm Emanuel, le aziende tricolore si sono presentate alle compagnie americane di primo piano del settore manifatturiero nella sede del “Digital Manufacturing Design Innovation Institute Facility”.

L’obiettivo e’ quello di unire dialogo sull’innovazione e sistema economico, guidando la crescita e migliorando la competitività globale del Paese nel settore manifatturiero. Un occasione per rinnovare l’asse tra il numero uno di Fiat Chrysler Sergio Marchionne e il presidente del consiglio. Marchionne – arrivato a sorpresa nella sede della Booth School della Università di Chicago – ribadisce la sua fiducia in Matteo e nel cammino di riforme intrapreso dal suo governo. Riforme che l’Italia, un Paese “che deve liberarsi di un lungo fardello di inefficienze”, aspettava da tempo. Agli occhi di Marchionne, un merito ha soprattutto il premier: quello di aver garantito un minimo di stabilità. Marchionne ha poi aggiunto: “In Italia voterei Matteo Renzi”.

Lo scambio e l’amicizia tra Matteo Renzi e Rahm Emanuel viene invece suggellata a cena: il premier italiano intona “Sweet Home Chicago”, composta da Robert Johnson nel 1936 e resa celebre dalla interpretazione dei Blues Brothers nel film omonimo, duettando con il sindaco della città dell’Illinois alla cena offerta dal primo cittadino nel modernissimo Art Institute of Chicago, disegnato da Renzo Piano.

Il sindaco ricorda le origini da immigrato del nonno, arrivato in America senza parlare una parola d’inglese, ma anche tutti i cittadini italiani diventati imprenditori, medici o professori, che hanno contribuito a rendere grande la metropoli. “Chicago non è una semplice città, è una incredibile parte del futuro”, ricambia Renzi, che prende a prestito le parole di Dostoevskij e afferma: “La bellezza salverà il mondo”. “Bellezza che si incarna nella cultura dell’Art Institute, nella scienza del Fermi Lab visitato in mattinata, e nella musica”, aggiunge. Il tono poi si fa serio, quando il premier ricorda gli ultimi attacchi terroristici: “Siamo sotto attacco degli jihadisti, che cercano di uccidere i simboli delle nostre comunità – dice – ma ognuno di noi deve ricordare il senso delle nostre sfide, la voglia di mantenere le nostre idee e i nostri ideali”.

Quindi Renzi torna a scherzare, dicendo: “Nel nostro Paese aumentare le tasse è impossibile, l’unica soluzione è ridurle”. E ribadisce che bisogna costruire una visione per i prossimi 20 anni, ricordando il collegamento tra gli Stati Uniti e l’Italia, così come tra Chicago e tante città del Belpaese, prima tra tutte quella a lui tanto cara “che si trova tra Roma e Bologna”, ma che, mantenendosi super partes, non vuole nominare. Intanto si prepara alla prossima tappa del suo viaggio negli Usa: Boston per parlare di ricerca.

 

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