Renzi chiude le polemiche: “Un Paese maturo vota sul merito e non sui diversivi”

Referendum
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento nel corso della trasmissione 'In 1/2 h' condotta da Lucia Annunziata su Rai3, Roma, 23 ottobre 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il premier interviene a Radio Anch’Io: “Il referendum non è su di me, su Di Maio, De Luca, sulle scrofe sane o ferite, ma sulla riforma”

“Penso che un Paese maturo va a votare in grande libertà senza inseguire le ultime polemiche o inchieste che puntualmente negli ultimi giorni di campagna elettorale animano la discussione. Il 4 dicembre c’è una grande prova di democrazia. Dovremmo tutti abbassare una marcia, avere un tono tranquillo, lo dico per primo a me stesso. Abbiamo la possibilità di dare ai cittadini la parola definitiva. Per 10 anni ci siamo detti che all’Italia servivano le riforme, semplificare un Paese burocratico perfino nelle riforme. Si voti e vinca il migliore. Queste polemiche ci sviano dal merito”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, durante un collegamento con Radio Anch’io.

Sui brogli, Renzi osserva: “Ormai è un evergreen… A tutte le elezioni si grida ai brogli ma perché dobbiamo rovinare il gioco democratico con accuse peraltro mai provate?”. Un commento anche sulle polemiche che hanno investito De Luca: “Ha detto una frase sbagliata su Bindi, ma vogliamo parlare di merito o votare su una frase di De Luca? I primi sei mesi era il rischio di deriva autoritaria, poi il combinato disposto, ora De Luca. Sui sindaci, il rapporto tra De Luca e i sindaci della Campania lo dobbiamo giudicare sulle denunce di Di Maio o Scotto? I cittadini campani non votano sulle parole, ma se vogliono continuare a pagare le utenze con i fondi del gruppo del Senato…”. E insiste: “E’ un tentativo di diversivo di chi non vuole entrare nel merito. Il referendum non è su di me, su Di Maio, De Luca, sulle scrofe sane o ferite, è sulla riforma. Se vince il No la Costituzione rimane come è, e poi il fronte del No è diviso su tutto tranne che sul No preventivo, sul desiderio di opporsi”.

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