Renzi chiama, il Pd risponde: una mobilitazione per dimostrare che il partito c’è

Pd
Il premier Matteo Renzi a Bologna alla chiusura della Festa nazionale dell'Unità edizione speciale per i 70 anni dalla fondazione al parco della Montagnola. Bologna, 3 maggio 2015.

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Raggiunto il primo obiettivo per la mobilitazione del Pd del 5 e 6 dicembre: i banchetti pronti a essere allestiti supera già quota mille

Mille banchetti per dire “Italia, coraggio!”. Il segretario chiama e il territorio risponde, con una forte partecipazione. Al Nazareno le riunioni operative sono all’ordine del giorno e a meno di una settimana dalla mobilitazione del Pd, prevista per i prossimi 5 e 6 dicembre, il numero dei banchetti pronti a essere allestiti supera già quota mille.

Ora dopo ora, nella sede centrale del Pd continuano ad arrivare aggiornamenti dal territorio e fonti dell’organizzazione certificano già il conseguimento del primo obiettivo: i banchetti, a oggi, superano quota mille. È una stima al ribasso, fanno sapere dal Nazareno, anche perché devono ancora arrivare le adesioni dalle federazioni di Emilia-Romagna e Campania: un’informazione che in effetti potrebbe variare sensibilmente verso l’alto il numero totale dei banchetti coinvolti. Nel dettaglio, Milano, Napoli e Torino hanno già superato il centinaio di postazioni preallertate, Firenze sta oltre le 70, mentre a Genova sono arrivati a una cinquantina.

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini precisa che “dal Trentino alla Sicilia il partito sarà impegnato a dialogare con gli italiani”. Nella due giorni, inoltre, saranno presenti anche i parlamentari dem e i sindaci, fa sapere il Guerini, oltre ovviamente a chi è impegnato nel governo delle regioni, ai militanti e ai coordinatori di circolo. “Tutti nelle piazze per illustrare alla gente l’azione che sta facendo il governo – aggiunge -, e allo stesso tempo dire cos’è il Partito democratico”.

L’iniziativa rappresenterà anche una risposta ai fatti di Parigi, “un’occasione – aggiunge il vicesegretario dem – per non chiuderci in noi stessi e riaffermare i valori della democrazia ritrovandoci insieme nelle piazze del nostro Paese”.

Lo slogan annunciato da Matteo Renzi viene dunque recepito dall’intero partito e assume un significato politico chiaro: “Non ci faremo rinchiudere dalla paura. Tutti fuori, con mille banchetti nelle piazze di tutta Italia per ascoltare i commenti dei cittadini, raccogliere idee e mostrare i tanti risultati dell’azione di governo”.

In queste parole c’è tutto l’orgoglio del Pd, la volontà di mostrare plasticamente la forza di un partito che – nonostante le difficoltà emerse negli ultimi tempi – è vivo e appare ancora come l’unica forza politica del Paese in grado di organizzare un’iniziativa di questa portata.

I Democratici provano a essere d’esempio a tutti gli italiani, a rompere il muro della paura dettata dal terrorismo e quello della sfiducia, provocata da una crisi economica dalla quale finalmente si è imboccata la via d’uscita. “A testa alta, senza paura”, sono le parole di Renzi negli ultimi giorni.

È un segretario che riprende in mano le redini del partito, lo invita a confrontarsi con gli italiani “con centinaia di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci che staranno in mezzo alla gente”, mentre sia l’Unità che Unità.tv prepareranno iniziative apposite per seguire la mobilitazione. Che, ovviamente, vedrà unito tutto il Pd. Un altro segnale cui Renzi tiene particolarmente, visto anche che il fine settimana successivo sarà segnato dalle due manifestazioni parallele della Leopolda e della minoranza interna.

 

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