Renzi apre: “Sì a modifiche, ma l’art. 2 non si tocca”

Riforme
Il presidente del consiglio Matteo Renzi arriva a palazzo Madama per l'assemblea del gruppo Pd al Senato. Roma 08 settembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Al Senato tre ore di assemblea del gruppo Pd: le distanze rimangono ma una soluzione condivisa sembra possibile

“Sulle riforme non c’è disciplina di partito. Non chiediamo disciplina ma lealtà e responsabilità“. Matteo Renzi lascia aperta la via del dialogo con minoranza del Pd sulla riforma del Senato. “Ancora qualche giorno” per trovare la necessaria convergenza prima che il testo passi al vaglio decisivo di Palazzo Madama.

Dopo tre ore di assemblea del gruppo Pd al Senato, a cui, oltre al premier, ha partecipato anche la ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, sembrano prevalere le luci sulle ombre in casa dem. Le distanze rimangono ma c’è la volontà di arrivare ad una soluzione condivisa. “Non diciamo ‘prendere o lasciare’ – ha specificato Renzi – ma non si può scappare di fronte alla nostra storia. Quello che stiamo proponendo sul Senato è la versione soft di ciò che per 70 anni la sinistra ha proposto”

Le aperture arrivano sul fronte delle “funzioni del Senato”, su cui la maggioranza ha fatto espressamente capire che non alzerà barricate. Altro discorso per quello che rimane il vero ostacolo all’intesa tra le anime dem: l’articolo 2, l’architrave della riforma, che individua le nuove modalità di elezione dei senatori e di composizione dell’assise. “Sul profilo tecnico parlamentare – ha detto il segretario del Pd – se si mette in discussione l’approvazione in coppia conforme dell’articolo 2 della riforma, si rimette in discussione tutto: rischia di valere anche su altro”.

Nonostante le distanze permangano, più di un esponente della sinistra dem ha sottolineato che questa sera i toni di Renzi, “sideralmente lontani dalla narrazione renziana delle ultime settimane” creano un clima più positivo, sul quale provare a costruire un “dialogo vero”. Ora toccherà ai deputati e senatori delle commissioni competenti di Camera e Senato provare a sedersi a un tavolo, come proposto dallo stesso Renzi.

“Per me è inverosimile – ha affermato la relatrice al Senato Anna Finocchiaro – che il Pd possa dividersi su un tema come le riforme costituzionali”.

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