Renzi al Senato: “Sulle banche nessun favoritismo. Noi pensiamo all’Italia” (VIDEO)

Governo
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in Senato durante voto Mozione di sfiducia al Governo, Roma, 27 Gennaio 2016, ANSA/GIUSEPPE LAMI

In tre pillole, cosa ha detto il premier al Senato intervenendo nel dibattito sulle mozioni di sfiducia presentate da FI-Lega e dal M5S

In venti minuti di intervento nell’aula di palazzo Madama, Matteo Renzi ha respinto tutte le accuse contenute nelle mozioni di sfiducia presentate da Lega e Forza Italia e dal Movimento Cinquestelle. Il premier ha attaccato a testa bassa quella che ritiene una strumentalizzazione delle opposizioni sui tre provvedimenti del governo che hanno riguardato il sistema bancario (il decreto sulle popolari, quello sul salvataggio dei quattro istituti falliti, tra cui Banca Etruria, e una parte della legge di stabilità).

Una strumentalizzazione che, per Renzi, è “slegata dai dati di fatto”. Il presidente del Consiglio, infatti, ha rivendicato di aver realizzato sulle banche popolari il progetto che era stato promosso da Carlo Azeglio Ciampi e da Mario Draghi negli anni Novanta. E ha ricordato che la quotazione in Borsa imposta dal governo era già stata realizzata precedentemente da Banca Etruria che, quindi, non ha beneficiato degli effetti del provvedimento.

L’accusa “infima e meschina” di un conflitto di interesse che riguarda Maria Elena Boschi, quindi, è respinta al mittente, visto che “questo governo ha commissariato Banca Etruria senza guardare nomi e cognomi” e Bankitalia ha anche sanzionato i parenti del ministro. Renzi si è quindi rivolto direttamente al centrodestra, sottolineando il disagio che si avverte all’interno di quello schieramento a parlare di conflitto di interessi, rivolgendosi ad altri. “Prima delle vostre beghe di partito, c’è l’Italia”, ha accusato il premier, che ha anche sottolineato: “Voi avete governato per 3340 giorni e avete lasciato l’Italia peggio di come l’avete trovata. Noi siamo a 704 giorni di governo e la lasceremo meglio di come l’abbiamo trovata”. Ma Renzi si è soffermato anche sulle difficoltà nel campo avversario: “Oggi – ha spiegato – i giornali conteranno i No per vedere chi c’era (il riferimento è al voto preannunciato dal gruppo di Ala, capitanato da Denis Verdini, ndr), ma se contassero i Sì vedrebbero che siete sempre più divisi”.

Quindi, Renzi ha attaccato l’atteggiamento giustizialista del Movimento Cinquestelle, difendendo l’operato della magistratura: “Sappiate che non decidete voi chi paga, lo decidono i giudici di questo Paese. Il quarto grado non è il blog dell’Illuminato”. E non è mancata la puntura di spillo: “Basta dirgli ‘Quarto’ e subito si emozionano…”. Quindi, la conclusione: “Tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango, noi pensiamo all’Italia e la lasceremo meglio di come l’abbiamo trovata”.

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