Renzi a Roma, al lavoro su segreteria Pd e legge elettorale

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Renzi Direzione

Primo giorno di lavoro al Nazareno nel 2017 per il segretario del Pd

Dopo la lunga pausa natalizia, Matteo Renzi è rientrato a Roma, riprendendo “possesso” del suo ufficio al secondo piano della sede del Partito Democratico. Due gli obiettivi delle prossime settimane: riorganizzare la segreteria del partito con innesti nuovi e prendere in mano il pallino della legge elettorale pur nella consapevolezza di una realtà politica abbastanza chiara, cioè che difficilmente qualcosa si muoverà veramente tra i partiti prima della riunione della Consulta sull’Italicum il 24 gennaio.

In queste ore, infatti, il governo sta confermando la linea di non voler giocare in prima persona la partita. Nell’incontro con i capigruppo, il sottosegretario Boschi e la ministra Finocchiaro, Gentiloni ha ribadito che l’esecutivo faciliterà la ricerca di intese politiche che nasceranno tra i partiti. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, spiegano fonti di Montecitorio, non ha avuto né ha alle viste incontri con capigruppo o leader politici.

La matassa è molto complicata al momento e anche l’intenzione dichiarata del Pd di aprire un tavolo con i partiti per un confronto sulla legge elettorale si scontra con la contrarietà di Fi e M5S. Per questo, realisticamente, le acque si muoveranno solo dopo la sentenza della Consulta che stabilirà che cosa sia salvabile e che cosa non lo sia dell’Italicum. In base alla decisione dei giudici della Corte Costituzionale, sarà chiaro a tutti il campo da gioco: al Pd se insistere su un Italicum magari rivisto oppure provare l’affondo sul Mattarellum. Ma “le vie più semplici – spiegano dirigenti Pd all’Ansa – sono due: o tradurre in legge elettorale la sentenza della Consulta o valutare un sistema proporzionale, che certo ha i maggiori numeri in Parlamento”.

Renzi non è comunque disposto a concedere una “melina” infinita sulla legge elettorale, convinto che la legislatura sia di fatto finita e bisogna tornare presto a votare. D’altro canto, ha ribadito ieri l’azzurro Francesco Paolo Sisto, “la nostra richiesta al Pd resta la stessa: no alle iniziative frettolose, alla smania di risultato a tutti i costi, ai diktat sui modelli o sui tempi”. Anche Fi guarda a dopo il 24: “C’è da aspettare una importante decisione della Consulta per avviare poi un confronto compiuto e nelle opportune sedi parlamentari”.

Il rilancio del Pd è l’altra priorità del segretario dem che vuole riorganizzare la segreteria per renderla più operativa e più attenta al territorio, ma senza stravolgimenti pesanti. L’obiettivo, spiega Goffredo De Marchis su Repubblica, sarebbe quello di fare in modo che il Pd torni ad avere interlocutori importanti, che in questi anni sono andati via via allontanandosi, in primis tra i giovani e nel mondo della cultura.

Oggi il bacino degli under 40 – scrive De Marchis – è in gran parte appannaggio dei 5 stelle. Se non si lavora su quella fascia d’età, le elezioni sono perse sicuro. A questa parte del programma lavoreranno Tommaso Nannicini, per gli interventi economici e sociali, e il presidente dell’associazione Volta Giuliano Da Empoli per la parte innovazione. Il segretario immagina anche un appuntamento nazionale sulle politiche giovanili che raduni le idee e le metta in circolo.

Sempre secondo Repubblica, date per scontate le conferme dei due vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e del responsabile economico Filippo Taddei, altri nomi papabili per entrare in segreteria sarebbero quelli di alcuni amministratori locali, come i sindaci di Mantova, Matteo Palazzi, Ercolano, Ciro Bonajuto e Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Ci sarà un ruolo, poi, per il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, uomo di collegamento con il mondo della sinistra, per Gianrico Carofiglio (toccherà a lui tenere i fili con studiosi, artisti, professori) e per Piero Fassino, a cui, con ogni probabilità verrà affidata la responsabilità di guidare il dipartimento Esteri del Pd. In questo senso ha il sapore di un indizio il fatto che Renzi avrebbe chiesto proprio all’ex sindaco di Torino di rappresentare domani a Lisbona il partito ai funerali di Mario Soares, l’ex presidente portoghese morto a 92 anni.

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