Renzi a Putin: “Siamo qui per costruire ponti. La Guerra fredda è fuori dalla realtà”

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epa05372790 Russian President Vladimir Putin (R) and Italian Prime Minister Matteo Renzi (L) during a meeting on the sidelines of the 20th St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF-2016) at the ExpoForum Convention and Exhibition Centre in St. Petersburg, Russia, 17 June 2016.  EPA/SERGEY CHIRIKOV / POOL MANDATORY CREDIT

I rapporti tra Russia e Occidente, il referendum nel Regno unito e il futuro dell’Europa sono i temi che hanno segnato gli scambi più intensi tra i due leader al Forum di San Pietroburgo

“Non c’è una partita di andata e una di ritorno, se la Gran Bretagna esce dall’Unione sarà per sempre”. A dirlo è il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante un dibattito al Forum di San Pietroburgo. “Se accade sarà un disastro per gli inglesi non per gli europei – ha ribadito –  Ma penso che alla fine, considerato il pragmatismo degli inglesi, vincerà il ‘restare’ “. In ogni caso, ha concluso il premier, “il 25 marzo del 2017 l’Europa compie 60 anni, è ancora giovane ma ha bisogno di ripensare sé stessa, perché l’Europa basata sull’austerity non funziona più”. Comunque vada il referendum britannico, ha rimarcato, “se l’Europa non ripensa sé stessa rischia di finire”.

Proprio su quest’ultima frase verte la replica del presidente russo, Vladimir Putin, che, al contrario, è convinto che comunque vadano le cose all’interno dell’Unione, l’Europa non finirà mai. “Il nostro amico italiano mi ha fatto paura alla fine, dicendo che se non avvengono cambiamenti in Europa allora l’Europa è finita. Sono terribili queste previsioni. Io non la vedo cosi’. – ha dissentito il leader del Cremlino – l’Europa è l’Europa e non finirà mai. E’ il nostro partner economico principale”.

Su di un altro punto il leader russo è intervenuto in maniera netta e polemica: quando, in particolare, ha rievocato lo spettro della Guerra fredda. “Se la Nato continua a fomentare” la logica della contrapposizione e quella di “spaventarsi l’un l’altro, prima o poi si arriverà a una nuova guerra fredda”. Tuttavia, ha proseguito Putin, né la Russia, né l’Occidente sono interessati a un ritorno delle tensioni anche se rimangono oscure, dal punto di vista del leader di Mosca, le motivazioni che spingono la Nato ad allargare le sue strutture fino ai confini della Russia.

Le critiche del presidente russo hanno trovato le rassicurazioni del premier italiano che nel suo intervento ha auspicato il ritorno del dialogo. “Russia e Europa tornino a essere ottimi vicini di casa – ha chiesto fiducioso il premier italiano – stavolta l’accordo c’è, il protocollo di Minsk. Stiamo solo chiedendo che venga implementato”. E sulla guarra fredda, Renzi è perentorio: “La parola Guerra fredda non può stare nel vocabolario del terzo millennio, è fuori dalla storia e dalla realtà. Prima che essere ingiusto è un termine inutile”.

Lo spauracchio della Guerra fredda si contrappone all’immagine dei ponti evocata dalle parole del premier in mattina. “La questione delle sanzioni è riduttiva – aveva spiegato il primo ministro prima di partecipare al Forum – c’è un lungo e importante rapporto tra la Ue e la Russia, noi stiamo lavorando per costruire ponti. L’Italia pensa che si debba lavorare per il dialogo non per la chiusura perché sono più le ragioni che ci uniscono di quelle che ci dividono”. Renzi ha comunque ribadito che la Russia deve rispettare gli accordi di Minsk sull’Ucraina, “ma allo stesso tempo dobbiamo utilizzare tutte le opportunità possibili per il dialogo”.

 

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