Renzi a Otto e mezzo: “Farò al massimo due mandati”. E sulla riforma del Senato: “Decide Grasso”

Governo
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite al programma televisivo di LA7 ''Otto e mezzo'', Roma, 14 settembre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

Il premier ospite alla trasmissione de la7: “Manovra da 27 miliardi, dal 2016 il debito scende”

“Ho detto rottamazione e al massimo farò due mandati. Se vengo eletto la prossima volta poi vado a casa”. L’annuncio di Matteo Renzi arriva dallo studio di Otto e mezzo, dove il premier ospite di Lilli Gruber ha risposto sul suo futuro e non solo. A cominciare dalla situazione interna al partito.

Escudo di lasciare la segreteria perché il Pd ha scelto. – ha spiegato Renzi – in Germania il capo del partito che governa è anche capo del governo. Con tutto il rispetto per D’Alema e per chi considera la mia come la segreteria di un usurpatore, io ho vinto le primarie, il prossimo segretario sarà chi le vincerà la prossima volta”.

Non sono solo le polemiche a preoccupare l’inquilino di Palazzo Chigi. Incalzato da Federico Rampini, anche lui ospite del programma di la7, Renzi fa previsioni e snocciola numeri. I più importanti sono quelli che riguardano le previsioni di crescita per il nostro Paese. “L’Italia ha previsto una crescita dello 0,7% nel 2015. Nell’aggiornamento del Def che sarà venerdì in Consiglio dei ministri sarà alzata dallo 0,7 allo 0,9%. Le cose vanno meglio”. Renzi è ottimista, tanto da annunciare  le cifre della prossima finanziare. Una manovra da circa 27 miliardi in cui non si sforeranno i conti e con la quale, anzi, dal “prossimo anno scenderà il debito”.
“Dopo il semestre italiano di presidenza dell’Ue – ha poi ricordato – abbiamo la possibilità di avere fino all’1% e più, fino a 17 miliardi di flessibilità. Useremo, e non del tutto, le clausole di flessibilita'”, nella prossima legge di stabilità, “ma non sforiamo” i vincoli europei.

Dalla chiacchierata televisiva non rimane escluso il tema che agita gli ambienti parlamentari di questi giorni. Sulla riforma del Senato e sulla discussa modifica dell’art.2 sull’elettività dei senatori, Renzi passa la palla al presidente del Senato. “Decide il presidente Grasso – replica – Per me il punto chiave è che si arrivi al Senato delle autonomie, già votato in doppia conforme, e si facciano risparmi, come si possa cambiare idea per la terza volta è un problema che riguarda il presidente del Senato”.

Anche sull’Italicum Renzi esclude modifiche, nonostante le richieste di modifica da parte di Ncd. “Parliamo di una legge approvata il 29 aprile 2015, cinque mesi fa. Domandi a loro perché hanno cambiato idea, dopo che hanno votato quella legge elettorale”. 

Infine nello studio di la7 si è parlato anche di tasse. La prima, quella che Renzi ha promesso di abolire. “Ridurre le tasse sulla casa è di sinistra – afferma, difendendo la promessa fatta – Non è che solo perché l’ha fatto Berlusconi non va bene”.
La seconda, quella che invece risulta una novità, la “digital tax” destinata a “far  pagare tasse nei luoghi in cui sono fatte transazioni e accordi”. Una tassa, cioè, pensata per far sì che anche i colossi online paghino per le operazioni fatte in Italia.

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