Renzi: “Se vince il No tornano i soliti del passato”

Referendum

Dal Teatro Politeama Greco di Lecce l’intervento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nell’ambito dell’incontro promosso dal Comitato del Sì

“Quelli della vecchia guardia, che sono stati protagonisti di riforme mancate anni fa, oggi sono tutti per il No”. E poi: “Se vince il No torniamo indietro e ci ritroviamo con una bella bicamerale Berlusconi-D’Alema”. Non risparmia frecciate Matteo Renzi al teatro Politeama di Lecce, nel corso di una iniziativa per il Sì al referendum. Non le risparmia a chi, dentro o fuori dal Pd, è in prima linea per il No. Quel No che in più di un’ora d’intervento il premier ha contrapposto al Sì, anche appellandosi a nomi che il passato lo hanno reso grande.

“Oggi un milione e 937mila italiani pagano le tasse con un clic. – spiega in uno dei passaggi iniziali dell’intervento – Di fronte a questa idea di semplificare continuiamo ad avere il numero di parlamentari più alto, un meccanismo che si chiama bicameralismo paritario che non funziona più e che nemmeno i padri della Costituzione volevano. Nel 1951 uno come Dossetti già spiegava che non funzionava. E Nilde Iotti, il 9 settembre a Piombino, disse ‘basta con questo assurdo bicameralismo perfetto‘”.

Nel primo intervento pubblico a favore del Sì il premier Renzi passa in rassegna tutti i punti più criticati della riforma, sottolineando in particolare quello considerato tra i più cruciali: l’instabilità. “Se vogliamo contare nel mondo bisogna essere più agili – spiega – Avere 63 governi in 70 anni non aiuta ad essere rispettato all’estero. Al G20 mi hanno detto è già la seconda volta che ti vediamo, non eravamo abituati'”.

Nel teatro gremito il presidente del Consiglio non si limita a parlare della battaglia referendaria ma affronta anche alcuni punti dell’attualità. Prima l’immigrazione, con l’impegno a far rinascere la vera anima dell’Europa e a non lasciare la questione migranti “solo ad alcuni Paesi”. Poi le questioni interne, focalizzate sul caos capitolino su cui il premier non infierisce. “Ieri ho dato disponibilità al sindaco di Roma per fare tutto quello che serve per dare una mano. – annuncia davanti alla platea gremita del Teatro Politeama greco di Lecce – Perché quello che sta succedendo a Roma mi fa soffrire: si tratta della Capitale d’Italia e io non festeggio”.

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