Renzi: “Non solo casa, ecco quali tasse taglieremo”

Governo

Il premier: “Per la prima volta c’è un governo che le tasse le taglia veramente”

Il 2016 sarà ancora un anno di taglio delle tasse. Matteo Renzi intervistato da Lucia Annunziata annuncia dopo il già annunciato taglio dell’Imu quello di Ires e canone Rai.

Per il Presidente del consiglio già nel 2016 ci sono i margini per “ridurre già nel 2016 le tasse alle imprese, attraverso il taglio, parziale dell’Ires”, taglio che sarà completato nel 2017 portando l’Ires sotto il 25%.

“Dal prossimo anno ci sarà una riduzione del canone Rai e diciamo che lo devono pagare tutti: credo che lo strumento che verrà scelto sarà la bolletta. Chi è onesto pagherà meno“. La volontà di far pagare di meno il canone era risaputa, ma non si pensava che già da quest’anno ci sarebbe stata la diminuzione. Secondo quanto detto dal premier il canone dovrebbe passare da 113 a 100 euro l’anno, con un risparmio per tutti coloro che già lo pagano.

Nell’intervista il premier sottolinea i dati economici positivi, sbilanciandosi sulla crescita, che secondo lui sarà dell’1% e non dello 0,9% come previsto nella nota di aggiornamento al Def che aveva già rivisto al rialzo la crescita. Ottimi anche i risultati della lotta all’evasione, infatti il Presidente del consiglio sottolinea come “con la voluntary disclosure il primo anno un miliardo e mezzo è già entrato. Sul prossimo anno saremo molto prudenti, metteremo a bilancio 2-2,5 miliardi. Ma non sarei sorpreso se fossimo vicini ai 5 miliardi grazie all’accordo con la Svizzera”.

“Gli incentivi per le nuove assunzioni saranno certamente ridotti perché funzionano solo se sono una tantum, altrimenti diventano una sorta di metadone”, così il premier conferma la volontà del governo di non rendere gli incentivi sulle nuove assunzioni sistemici.

Sulle tasse poi il premier smentisce “l’introduzione dellla digital tax nel 2016. Dobbiamo trovare un modo per far pagare le grandi multinazionali ma ‘cum grano salis’ e a livello europeo. O l’Europa lo fa nel 2016 o noi nel 2017, abbiamo detto. Ma dobbiamo evitare di farla percepire come una tassa sull’innovazione”.

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