Si consolida l’asse Renzi-Hollande. Oggi vertice a tre a Berlino con Merkel

Brexit
epa05390771 Italian Prime Minister Matteo Renzi (R) sits for a meeting with French President Francois Hollande (C) and Prime Minister Manuel Valls (L) for talks on reactions to the Brexit referendum at the Elysee Palace in Paris, France, 25 June 2016. Britons in a referendum on 23 June have voted by a narrow margin to leave the European Union (EU).  EPA/CHRISTOPHE SAIDI

Sul tavolo investimenti, sicurezza e zona euro. I tre leader dovranno concordare una linea comune forte da portare il martedì al Consiglio europeo

Sabato sera ha avuto luogo a Parigi il primo di una serie di incontri fra i leader dei principali Paesi europei per delineare la strategia Ue e disinnescare la mina Brexit. All’Eliseo, Francois Hollande ha incontrato il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, per concordare una linea comune e mettere a punto i temi su cui la “nuova” Europa dovrà dare risposte convincenti.

Nella cena di lavoro, durata un’ora e mezzo, si è registrata un’ottima chimica tra i due leader. L’obiettivo comune è dare nuovo slancio riformatore all’Unione e calibrare i toni per persuadere Angela Merkel ad allargare finalmente le maglie del rigore tedesco e parlare con maggiore consapevolezza la lingua della crescita. Ma soprattutto per i due leader, che in Europa appartengono entrambi al gruppo dei socialisti e democratici, è arrivato il momento di chiedere con forza maggiore attenzione sui temi sociali, a partire da una gestione dell’immigrazione basata sul principio della solidarietà.

Non su tutte le questioni, però, c’è armonia di vedute fra i leader socialisti e la cancelliera popolare: fino a oggi, infatti, su alcuni temi economici ci sono state delle divergenze. In un caso recente, sull’urgenza di creare una garanzia comune per i depositi bancari, ultimo pilastro necessario per il completamento dell’Unione bancaria, le posizioni sono apparse distanti, con la Germania che chiede di ridurre i rischi prima di metterli in comune. In ogni caso, un’intesa con Merkel sembra già avviata sul fronte sicurezza e sulla difesa comune dell’Ue, questioni che agitano le paure sul continente e alimentano il populismo degli euroscettici.

E in questo nuovo “direttorio a tre”, come lo definisce il Frankfurter Allgemeine Zeitung, Renzi sembra più che mai determinato a riaffermare il ruolo dell’Italia sui diversi temi europei. Negli ultimi mesi le proposte italiane sono state rilanciate in Europa sulle questioni cruciali della flessibilità nel rispetto delle norme Ue sui conti pubblici e dell’immigrazione: in questo caso, le idee contenute nel documento italiano sul “migration compact” sono state fatte proprie dalla Commissione per quanto riguarda i rapporti con i paesi di origine e transito dei migranti.

I tre leader oggi a Berlino dovranno concordare una linea comune forte e convincente, una proposta che porteranno il giorno successivo al Consiglio europeo. E se poi le dichiarazioni “a caldo” saranno confermate, in quel vertice, i capi di Stato e di governo Ue chiederanno al premier sconfitto David Cameron che il processo di uscita del Regno Unito venga accelerato per ridurre l’incertezza e limitare il più possibile un eventuale effetto domino.

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